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Valuta: ritorna l'appetito per i porti sicuri

Le principali Borse europee e USA stanno dando vita nelle ultime sedute a una moderata correzione, dopo aver raggiunto nuovi massimi mensili. Intanto, a causa anche dell'incerta situazione economica, frutto di un'inflazione crescente, e a causa delle brutte notizie provenienti dal Giappone, che proprio ieri ha alzato la sua stima (al livello 7, pari a quello di Chernobyl) della gravità dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima, cresce l'avversione al rischio e volano le valute rifugio, in primo luogo yen e franco svizzero.

Nonostante i prezzi delle importazioni, a marzo, abbiano messo a segno un incremento del 2,7%, il maggiore degli ultimi due anni (gli analisti pronosticavano un +2% m/m), sul dollaro pesano le dichiarazioni del vicepresidente della Fed, Janet Yellen, secondo il quale la politica monetaria ultra-espansiva è adeguata perché la disoccupazione è elevata e le aspettative per l´inflazione di lungo periodo non destano preoccupazione. Sarà difficile assistere ad un aumento generalizzato dei prezzi finché non ci sarà un incremento dei salari.

L'eurodollaro quota in rialzo dello 0,35% a 1.4483, dopo aver toccato nel pomeriggio i massimi da 15 mesi a 1.4519 dollari. In calo la sterlina penalizzata dall'andamento dell'inflazione a marzo. Il pound quota a 0,8905 contro euro e 1,6264 dollari. Anche se un mese non è sufficiente, l'andamento dei prezzi e le deboli prospettive dell’economia potrebbero rinviare l’inasprimento monetario almeno fino al secondo semestre dell'anno, ha dichiarato Anthony Grech di IG Markets, riferendosi alla politica monetaria della Bank of England.

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