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In arrivo una nuova tassa sulla benzina

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La crisi umanitaria dei migranti impone provvedimenti straordinari all’Europa in campo di accoglienza e per fronteggiare l’emergenza profughi servono (anche) misure finanziarie adeguate all’entità del cambiamento storico in corso.

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Germania, Francia, Austria e Italia sono alcuni tra i Paesi membri dell’Unione maggiormente coinvolti nella gestione del flusso migratorio senza precedenti dalle zone di guerra di Asia e Africa al Vecchio Continente: tutti i governi comunitari risultano impegnati a vario livello nella ricerca di soluzioni sia sul piano economico che politico al dramma dei rifugiati.

Nelle ultime ore, dopo giorni di polemiche per la costruzione di un muro al confine austriaco in chiave anti-clandestini, si è tornato a parlare di fondi ad hoc dell’UE per l’emergenza migranti e le recenti stragi di innocenti nel Mediterraneo sembrano dare un ultimatum alle autorità in questo senso.

(L'emergenza migranti in Occidente vista dagli africani: Il video di Euronews)

Sta facendo discutere, sulla base di fondate indiscrezioni di stampa che tra ieri e oggi hanno fatto il giro del web scatenando un acceso dibattito nell’opinione pubblica europea, la notizia di una proposta patrocinata dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che punterebbe a destinare una quota dei futuri aumenti del prezzo della benzina alle strutture di accoglienza per profughi sul territorio dell’Unione.

L’istituenda tassa sui carburanti, secondo l’autorevole esponente dell’esecutivo moderato a guida Merkel, servirebbe a garantire in tempi brevi fondi certi ai Paesi che si trovano alle prese con sbarchi e arrivi di immigrati dalla Siria e da altre aree colpite da conflitti: un “tot” di centesimi per ogni rifornimento a carico di tutti automobilisti, in cambio di nuove politiche per l’integrazione.

Possibilista su tale tipo di provvedimento, stando ai “rumors” dei media, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker che da tempo sta esaminando un’altra proposta (dei rappresentanti italiani a Bruxelles) di creazione di appositi “Eurobond” per finanziare la crisi umanitaria nei prossimi mesi.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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