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Cina:il lato oscuro del Dragone

Lo scorso anno la SEC ha ricevuto molte chiamate per indagini su frodi relative a titoli azionari Cinesi. Secondo Peter Humphrey, investigatore aziendale, quasi un terzo di aziende cinesi quotate sulle principali borse USA – Nasdaq, Amex e New York Exchange – hanno profitti molto probabilmente immaginari.

Non sono solo a rischio gli investitori individuali, chiaramente i più esposti, ma anche quegli investitori orientati agli Etf e ai Fondi Comuni d’Investimento. La scarsa trasparenza dei dati di bilancio, insieme ad altre barriere, come la lingua, la distanza e la cultura, rendono, infatti, più difficile condurre una giusta indagine. E’ il caso, ad esempio, di Rino International, che ha ammesso che alcune sue affermazioni sui contratti erano false.

Si assistono, a volte, a strategie di “fusioni inverse” (reverse mergers, le chiamano in USA). In sostanza si tratta di un processo di fusione tra una società pubblica statunitense e una società privata cinese, che ha buone possibilità di crescita. Il primo effetto del “reverse mergers” è che gli azionisti della compagnia privata acquisiscono il controllo di quella pubblica ed il risultato della fusione è una compagnia pubblica, che svolge in verità un’attività privata. Il secondo effetto è quello di rassicurare gli investitori e raccogliere capitali negli Stati Uniti, offrendogli al contempo una possibilità (illusoria?) di partecipare alla crescita economica cinese. Ma non meno importante, ed è qui che si gioca il tutto, è la possibilità di eludere i controlli.

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