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Tasse sulla casa all'estero nel 2015: tutto quello che c'è da sapere sull'Ivie

Ormai il mercato immobiliare si è allargato, anche per gli italiani, su scala continentale se non addirittura mondiale. Sono tanti gli italiani che hanno deciso di investire i propri risparmi in immobili situati all’estero. Questa decisione, che ha tante ragioni da analizzare, comunque non li sottrae dal pagamento delle tasse sulla casa. L’Ivie 2015, infatti, è l’imposta sul valore degli immobili posseduti al di fuori del territorio nazionale.

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Cos'è l'Ivie

Chiaramente l’imposta si applica solo se il cittadino risulta residente in Italia e proprietario di immobili all’estero. La destinazione d’uso degli immobili non va ad influire sull’imposta. Abitazione o locale commerciale non cambia nulla. Qualche anno fa alcuni immobili esteri sono balzati agli onori delle cronache grazie alla famosa operazione dello scudo fiscale. Anche questo tipo di immobili sono soggetti all’imposta.

Scopri cosa comprende la Tasi

L’importo dell’Ivie 2015 è basato sul valore degli immobili e si può modificare in base alla quota di possesso dell’immobile ed ai mesi dell’effettivo possesso. C’è un altro limite a questa imposta ed è quello tipicamente monetario. L’imposta non va versata se non supera i duecento euro. In generale l’imposta equivale allo 0.76% del valore dell’immobile riportato nelle varie dichiarazioni catastali.

Imposta prima casa estero

Diversa è la situazione degli italiani che lavorano all’estero per tutto l’anno o per un periodo comunque lungo e possiedono un immobile presso cui fanno residenza o che utilizzano come deposito di materiale o come magazzino. In questo caso l’immobile è considerato al pari di una prima casa e quindi l’aliquota scende allo 0.4% del valore dell’immobile.

Scopri cosa prevede il ravvedimento operoso

Nel momento in cui il lavoratore termina la sua esperienza all’estero l’immobile rientrano nella prima casistica e l’aliquota ritorna allo 0.76%. Come le normali imposte sulla casa si possono ottenere delle detrazioni in caso di presenza di figli a carico purchè non abbia un’età superiore ai ventisei anni. Il pagamento può avvenire con il classico modello F24.

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