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Le tasse sui conti correnti

I conti correnti, essendo un servizio che la banca offre al cliente, sono pagati dal correntista stesso. A questi costi bisogna aggiungere le tasse che, in parte, sono stati modificati a partire dal 1° gennaio 2012 dal Governo Monti a seguito della manovra Salva Italia. Ecco nel dettaglio le tasse sui conti correnti bancari o postali, gestiti da assicurazioni o banche.

Tasse: persone fisiche e aziende

Con l'art. 19 la manovra del Governo Monti ha apportato delle modifiche alla tassazione sui conti correnti bancari. La fiscalità che fino alla fine del 2011 incideva come imposta di bollo nella ragione di 34,20 euro dal 1° gennaio è stata azzerata per le giacenze non superiori a 5000 euro. Questo provvedimento è stato reso necessario per andare incontro ai pensionati che a causa della tracciabilità introdotta dal governo non possono riscuotere in contanti le pensioni superiori a 1000 euro ma solo attraverso canali telematici bancari o postali.

Nel caso la giacenza sia superiore ai 5000 euro la tassazione rimane immutata. Questa tassa si applica anche per i conti cosidetti a zero spese perché non è un costo addebitato dalla banca. L'imposta di bollo viene pagata trimestralmente o mensilmente. Per quanto riguarda le "non persone fisiche", cioè le imprese, la fiscalità sui conti correnti ha un impatto maggiore: queste infatti dovranno pagare allo Stato una tassa che passa dai 73 euro, addebitati fino alla fine del 2011, ai 100 euro dal 1° gennaio del 2012.

Le tasse sui conti correnti comprendono anche la ritenuta d'acconto che è applicata agli interessi che maturano ed è del 20%. Questa tassazione significa che se l'interesse lordo su quanto maturato sul conto è del 2%, detratta la ritenuta d'acconto, l'interesse sarà dell'1,6%.

Imposta di bollo: informarsi per alternative

Le tasse sui conti correnti sono dovute anche da chi è intestario di più conti e anche se questi sono tutti all'interno dello stesso Istituto di Credito: si applica infatti su ciascuna giacenza che superi i 5000 euro. Per non pagare l'imposta di bollo ci si può informare se l'Istituto offre possibilità alternative.

La ritenuta d'acconto del 20% è stata ridotta rispetto alla aliquota del 27% in vigore precedentemente.

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