Excite

Sarkozy vuole una tassa sulle transazioni finanziarie

Dal 1 gennaio di quest’anno la Francia ha assunto la Presidenza del G8, dopo quella, a novembre, del G20. E’ di pochi giorni fa la notizia che fra le misure proposte da Nicolas Sarkozy c’è ad esempio la creazione di una banca dati internazionale sulle materie prime agricole, per prevenire le crisi alimentari. “Se non facciamo niente – ha affermato Sarkozy – rischiamo delle rivolte per il cibo nei Paesi piú poveri e, d’altronde, anche un impatto molto sfavorevole sulla crescita economica mondiale.”

Ma altrettanto importante la notizia che il Presidente dell’Eliseo è favorevole a una tassa sulle transazioni finanziarie. “La Francia considera che questa tassa sia morale, vista la crisi finanziaria che abbiamo attraversato, che questa tassa sia utile per disincentivare la speculazione e che sia efficace per trovare nuove risorse per lo sviluppo.” Già nel settembre dello scorso anno il Presidente Francese aveva sollevando la questione, ritenendola una leva importante attraverso cui finanziare gli aiuti ai paesi più poveri.

Vi è l’esigenza di far pagare i costi della crisi e del successivo recupero al settore finanziario, o meglio più direttamente agli investitori. In sostanza con la scusa di far pagare i danni al settore finanziario, li si fanno pagare agli investitori. Inoltre c’è ancora molta incertezza sull’entità della tassa e per quali strumenti finanziari dovrebbe essere prevista. Secondo Stephan Schulmeister, esperto dell'Istituto austriaco, la tassa potrebbe permettere persino di stabilizzare i mercati, disincentivando gli acquisti/le vendite spot. Secondo alcuni dati dell’UE, la tassazione, entro i confini della comunità europea, potrebbe arrivare a fruttare attorno ai 300 miliardi di euro.

finanza.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016