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La tassazione applicata alle borse di studio

Le borse di studio sono uno strumento, previsto dalla stessa Costituzione, per permettere anche agli studenti meno abbienti di raggiungere i gradi più elevati di istruzione e di specializzazione. La tassazione applicata alle borse di studio è un tema di grande interesse, che va analizzato mettendo a confronto le numerose fonti normative che si sono susseguite negli anni.

Una norma generale e tante eccezioni

La norma che definisce a livello generale la tassazione delle borse di studio è l'articolo 50 del Tuir. Secondo l'articolo, le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante, sono assimilate ai redditi di lavoro dipendente.

Questa norma di carattere generale va però considerata con altri articoli di legge che sanciscono una deroga all'assoggettazione delle borse di studio all'Irpef.

Una prima eccezione è contenuta nella L. N. 398 del 30.11.1989, che sancisce espressamente la non applicabilità all'Irpef per le borse di studio corrisposte dalle Università per :

  1. i corsi di dottorato di ricerca;
  2. le attività di ricerca post - dottorato;
  3. i corsi di perfezionamento all'estero.

Nessuna trattenuta fiscale, ne' alla fonte, ne' applicabile in sede di dichiarazione dei redditi, nemmeno per le borse di studio pre la frequenza delle scuole di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia.

Altra deroga al principio generale di tassazione previsto dal Tuir è quella che riguarda le borse di studio concesse per merito e/o per reddito agli studenti universitari e a quelli delle scuole inferiori e superiori.

Un ulteriore "vantaggio" fiscale, legato a una borsa di studio esente da tassazione, è la possibilità, per lo studente o lo specializzando che la percepisce, di essere considerato fiscalmente a carico di altro soggetto.

Un tema aperto

Le deroghe al principio generale di tassazione delle borse di studio riguardano un numero consistente di casi. Il governo Monti, con Decreto fiscale n. 16 del 2 marzo 2012, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, aveva previsto inizialmente l'assoggettamentoa ll'Irpef, per la parte eccedente gli 11.500 euro, anche delle borse di studio non soggette a tassazione per specifiche disposizioni normative. Numerose le proteste conseguenti, in particolare da parte dei medici specializzandi. Un emendamento ha cancellato il provvedimento, ma il dibattito rimane comunque aperto.

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