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Tassa sulle transazioni finanziarie, in tempi brevi in Europa

Con 529 sì, 127 no e 18 astenuti, il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo ha approvato due settimane fa una risoluzione dell'eurodeputata greca Anni Podimata (Gruppo Socialisti e Democratici) per imporre in tempi brevi e a livello europeo una tassa sulle transazioni finanziarie (Ttf).

La tassa, ben voluta da Francia e Germania,prevede un'aliquota compresa fra lo 0,01 e lo 0,05% ed interesserebbe ogni compravendita di strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni derivati e operazioni di cambio della valuta. L'aliquota, sostengono i promotori, non penalizzerebbe gli investimenti di lungo periodo, ma solo gli speculatori che si troverebbero costretti a pagare per ciascuna delle migliaia di operazioni condotte in tempi rapidi. Secondo le ultime stime dell’economista austriaco Stephan Schulmeister, uno dei massimi esperti in materia di Ttf, un’imposta dello 0,05% applicata nella sola Europa produrrebbe un gettito annuale di circa 350 miliardi di dollari. Con un’estensione su scala mondiale, sostengono dalla Campagna, la cifra salirebbe a quota 655 miliardi.

Il gettito della TTF, insieme a quella della tassa sul carbonio, dovrebbe essere devoluto in misura almeno pari al 50 per cento al bilancio dell'UE in sostituzione ed eliminazione dei contributi nazionali. Inoltre sul Rapporto su una finanza innovativa a livello mondiale ed europeo, approvato dal Palamento europeo, si legge anche che i prelievi sulle banche devono servire a finanziare non solo i fondi nazionali di risoluzione delle crisi, ma anche un fondo europeo, perché il mercato bancario e finanziario è talmente integrato che, se si vuole evitare una nuova crisi finanziaria, non è possibile intervenire con efficacia solo al livello nazionale.

(photo © futureatlas.com su Flickr.com)

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