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Tasi e Imu sulla seconda casa: i cambiamenti successivi alla legge di stabilità

La Legge di Stabilità ha istituito l’Imposta Municipale Unica (IUC) che riunisce in un’unica tassazione le imposte relative al possesso di immobili e quelle dedicate all’erogazione e alla fruizione dei servizi comunali: la IUC si compone quindi di tre imposte differenti quali l’IMU (Imposta municipale unica relativa al possesso di immobili che non siano le abitazioni principali), la TASI (Tassa annuale sui servizi indivisibili relativa all’abitazione principale) e la TARI, destinata a finanziare i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

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L’IMU

L’Imposta Municipale Unica è stata introdotta dal Governo Berlusconi per gli immobili diversi dall’abitazione principale ma il Governo Monti, a causa di urgenti motivi per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici (manovra “Salva Italia”), ha esteso l’imposta anche alle abitazioni non principali rendendola effettiva, in via sperimentale, a partire dal 2012.

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A partire dal 2014 l’IMU rimane in vigore sulle seconde case, sulle case considerate di lusso (categoria catastali A/1, A/8 e A/9) anche se prima casa, fabbricati e alle aree fabbricabili. L’IMU è a carico del proprietario degli immobili; il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi; l'ex coniuge affidatario della casa coniugale; il locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.

La TASI

Secondo quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2014 “Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l'abitazione principale come definita ai fini dell'imposta municipale propria, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti” e inoltre “sono escluse dalla TASI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponibili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva”.

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Essendo la tassa sui servizi comunali indivisibili un’imposta diretta a chiunque detenga unità immobiliare, ad esempio sia i proprietari che i locatari di un’immobile, ciò comporta che tutti i possessori e detentori devono concorrere al pagamento dell’unica obbligazione tributaria.

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