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Stipendi statali bloccati fino al 2018, governo Renzi chiede sacrifici: tensione coi sindacati

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Una nuova stagione di sacrifici è ormai alle porte, anche per i dipendenti pubblici che dal bonus degli 80 euro avevano tratto un primo concreto beneficio dopo anni di stallo delle retribuzioni.

Bonus di ottanta euro, tutti gli aventi diritto alla riduzione dell'Irpef per il 2014

Nei piani di Palazzo Chigi, l’ipotesi del prolungamento del blocco degli stipendi in atto dal 2010 rappresenta una delle soluzioni più appetibili per contenere la spesa e risparmiare diversi miliardi in vista del prossimo biennio, anche se non si esclude un’estensione del congelamento fino al 2018.

Proprio in virtù del consistente sforzo economico dell’erario legato alla riduzione dell’Irpef sui salari inferiori ai 1500 euro mensili, la coperta dei conti statali sembra essersi sensibilmente accorciata, tanto da indurre il governo a predisporre in tempi brevi qualcosa di simile ad una manovra correttiva.

Complice l’imprecisa previsione del tasso di crescita annuale, il ministero dell’Economia si accinge in questi giorni a saggiare il terreno per sistemare il bilancio al fine di evitare sforamenti del deficit e conseguenti ricadute in sede comunitaria, dietro esplicito richiamo delle istituzioni di Bruxelles.

(Decreto “sblocca Italia”, le misure del governo Renzi per rilanciare lo sviluppo)

Sul piede di guerra per le voci insistenti in merito al blocco delle retribuzioni degli statali, i sindacati confederali hanno già manifestato l’intenzione di fare quadrato contro una decisione definita “immorale” oltre che “inaccettabile” dai massimi responsabili di Cgil, Cisl e Uil all’unisono.

Dietro l’angolo, a giudicare da queste tutt’altro che incoraggianti premesse, pare intravedersi un autunno decisamente caldo, con le parti sociali pronte a dare battaglia per difendere il potere d’acquisto di milioni di italiani, colpiti dalle politiche di lacrime e sangue degli ultimi anni ma ancora una volta chiamati a fare sacrifici per “salvare” i conti dello Stato.

Unica speranza per i probabili destinatari del provvedimento in preparazione, l’ipotesi che la maggioranza in Parlamento decida di trovare coperture per almeno 2,1 miliardi nel 2015 e di una cifra quattro volte superiore per il seguente triennio, in modo da permettere lo scongelamento ad effetto immediato degli aumenti dei salari per 3,3 milioni di dipendenti pubblici.

Basta dare un’occhiata al contenuto del documento economico e finanziario relativo al 2014, hanno fatto recentemente notare autorevoli esponenti dell’esecutivo alla stampa, per rendersi conto che la misura in esame era nell’aria da tempo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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