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Standard & Poor's taglia il rating a 7 banche italiane

Dopo aver tagliato il rating del debito sovrano dell'Italia da A+ ad A, Standard & Poor's ha tagliato anche quello di sette banche italiane.

La motivazione

La decisione è volta ad allineare il rating del nostro debito pubblico a quello delle banche maggiormente esposte al rischio default del nostro paese, cioè a quelle banche che hanno maggiormente in pancia titoli di stato italiani. Le valutazioni dell'agenzia americana sono infatti sempre incentrate sulla politica e la situazione economica del nostro Paese, come ha affermato il responsabile per la Germania, Torsten Hinrichs.

Le banche declassate

L'agenzia ha tagliato il rating del lungo termine di Mediobanca, di Findomestic, di Intesa Sanpaolo e delle sue controllate Banca Imi, Cassa Risparmio Bologna e Biis che passano da A+ ad A. Restano immutati ad A-1 i rating sul breve termine. Ridotto anche il rating della Bnl a A+/A-1.

Le banche salvate

Standard & Poor's ha invece confermato il rating A, ma ha abbassato le prospettive da stabili a negative su Banca Fideuram, Agos Ducato, Istituto per il Credito Sportivo, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Unicredit e le controllate Unicredit Bank, Unicredit Bank Austria e Unicredit Leasing.

Le prospettive per il futuro

L'outlook negativo nel lungo termine per le banche italiane riflette la possibilità di un abbassamento del rating, se le cose resteranno uguali, a seguito di nuovi tagli del rating sull'Italia. La debolezza delle condizioni operative potrebbe influenzare la visione dei rischi economici e industriali che colpiscono il sistema finanziario italiano e che vengono analizzate come parte del banking industry country risk assessment (bicra) e quindi, probabilmente, la capacità di credito per le banche italiane a cui viene dato il rating, spiega Standard & Poor's in una nota.

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