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La spending review del 2012: i pesanti tagli favoriranno la crescita?

La spending review per il 2012 è una monovra che ha lo scopo di ridurre la spesa pubblica per centrare i parametri di bilancio e per rilanciare l'economia. I provvedimenti presi non sono certo indolore e riguardano principalmente la chiusura e l'accorpamento di uffici pubblici, la riduzione delle piante organiche e il blocco del turn over.

Le linee del provvedimento e le reazioni delle parti

I numeri più importanti in termini di risparmio, della spending review per il 2012, sono quelli legati al settore della Sanità. 900 sono i milioni di euro che andranno risparmiati nel 2012, 1,8 i miliardi nel 2013 e 2 quelli nel 2014. I governatori di più Regioni hanno ritenuto i tagli inaccettabili e tali da far peggiorare i livelli di assistenza garantiti ad oggi ai cittadini.

Sempre in materia di Pubblica Amministrazione, un provvediemnto epocale è quello che riguarda i Tribunali. Saltano 674 uffici del giudice di pace, 220 sedi distaccate e oltre 70 uffici giudiziari circondariali. Tagli anche alla spesa per il settore penitenziario.

Altro tabù che viene meno è quello che riguarda i pubblici dipendenti. Sono ben 24.000 gli esuberi, che riguardano sia i Ministeri che gli Enti Locali. Il personale interessato potrà essere sottoposto a prepensionamento o a mobilità obbligatoria. Non poteva mancare una riduzione delle piante organiche, del 10% per gli impiegati e del 20% per i dirigenti.

In piena rivolta i Sindacati, che chiedono un incontro con il Governo Monti per discutere la questione e per limare la portata di alcuni provvedimenti, che vanno contro l'accordo siglato con il ministro Patroni Griffi appena in maggio 2012.

Perplessa anche la Confindustria. Giorgio Squinzi da al governo Monti un voto sulla sufficienza, tra il cinque e il sei. Inaccetabile in particolare, per il leader di Confindustria, l'esiguo sostegno del Governo al settore della ricerca.

Provvedimento dagli effetti incerti

I provvedeimenti contenuti nella spending review per l'anno 2012 sono stati molto criticati. Gli effetti di questa stretta sui servizi pubblici e sulla struttura dell'apparato statale serviranno per tenere sotto controllo lo spread e per rispettare i stretti parametri di bilancio dell' Unione Europea? Il giudizio della Commissione Europea e della Corte dei Conti è positivo. Gli effetti della spending review vanno però confrontati con l'altro fronte, quello della crescita e dell'innovazione. I dati italiani in tal senso sono invece piuttosto preoccupanti.

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