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Boom per le scommesse on line: +40% dal 2009

Le puntate e le scommesse sui giochi pubblici sono pressochè triplicate dai 10,6 miliardi del primo semestre 2004 ai 30,1 dello stesso periodo 2010. Ma è un boom a macchia di leopardo.

E’ andato male per il lotto tradizionale e per le scommesse ippiche, per i quali le giocate si sono dimezzate in questi sei anni, mentre ha volato la raccolta delle lotterie istantanee e delle scommesse sportive. In lieve aumento il bingo, stabile il supernalotto. Per le casse dello Stato, non ci sono in realtà alti e bassi perchè la raccolta ha generato una crescita costante del gettito: nel 2004 il fisco ha incassato 7,2 miliardi, saliti a 8,7 nel 2009 e oltre i 9 miliardi per il 2010. Ma sono i giochi via web ad essere i più promettenti in termini di crescita.

Nel primo semestre del 2010, rispetto al 2009, la raccolta a distanza è salita i quasi il 40%, dominata dal poker on line e dalle scommesse sportive che rappresentano il 93% del mercato. Qual è, però, il vero problema? Lo ha ben evidenziato Michel Barnier, Commissario per il Mercato Interno dell’Unione Europea, che ha affermato che non tutti gli Stati membri hanno effettuato studi di settore a livello nazionale o altri studi, al dine di stimare la percentuale di cittadini che sono giocatori compulsivi. "La Commissione non dispone di informazioni riguardanti la percentuale di entrate generate dai monopoli statali (o da operatori privati) prelevati da gruppi specifici (ad esempio, gruppi di età, giocatori con problemi o giocatori d'azzardo compulsivi). Spetta in primo luogo alle autorità nazionali contenere il problema e la Commissione non ha alcuna visione globale rispetto alle misure adottate dagli Stati membri”.

(foto © freedigitalphotos.net)

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