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Scontrini e ricevute aboliti, pagamenti tracciabili contro l’evasione fiscale: il piano del governo Renzi

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Potrebbe arrivare presto il momento dell’addio definitivo agli scontrini e alle ricevute fiscali, che nei piani del governo Renzi dovranno essere sostituiti dai modreni strumenti di pagamento telematici, rapidi e tracciabili con pochissimi margini per evasione e raggiri nei confronti dello Stato.

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La priorità, per Matteo Renzi e colleghi, è principalmente il recupero di alcuni miliardi di euro per le casse pubbliche in vista dell’aggiustamento dei conti entro il 2016, quando scatteranno le verifiche di Bruxelles sul rispetto dei parametri europei.

Il pareggio di bilancio, ha comunque avvertito a chiare lettere il ministro Pier Carlo Padoan, sarà rinviato di almeno un anno, per consentire al sistema-Paese di rimettere in moto l’economia ed avviare una ripresa altrimenti proibitiva, alla luce di una “caduta del Pil rivelatasi ben superiore alle previsioni di qualche mese fa.

Gli scontrini fiscali, se il nuovo Def riveduto e corretto dal Consiglio dei Ministri troverà attuazione da qui alle prossime settimane secondo i tempi tecnici imposti dall’agenda istituzionale, non verranno più battuti dai negozianti e non varranno come attestazione dei pagamenti.

(Conti pubblici, il ministro Padoan rinvia il pareggio di bilancio di un anno: video)

Naturale conseguenza di tale innovazione, l’abbattimento dei controlli su esercenti e cittadini, a favore di una verifica alla fonte tramite immediata trasmissione dei dati ai “cervelloni” del sistema centrale bancario e quindi alla macchina statale.

Il timore di artigiani e consumatori, a fronte di un sicuro alleggerimento dello “stress” da ispezioni e accertamenti fiscali sul territorio, risiede nel possibile aumento della tassazione su ogni singola operazione tracciata, a partire dai costi di commissione ancora non del tutto “digeriti” da titolari di attività economiche e semplici clienti dotati di carta di credito o bancomat.

In questo quadro, la clausola di salvaguardia inclusa nella Legge di Stabilità del governo Renzi contribuisce ad alimentare qualche fondato timore su eventuali stangate in arrivo per i prossimi anni: qualora i proventi derivanti dalla lotta all’evasione per il 2016 dovessero rivelarsi inferiori alle stime di Palazzo Chigi (almeno una decina di miliardi entro fine 2015), si apriranno le porte ad un robusto aumento delle imposte indirette ed in particolare ad un ulteriore ritocco verso l’alto dell’aliquota Iva, con conseguenze tutt’altro che leggere sul potere d’acquisto degli italiani.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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