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Sciopero generale dei bancari, il 30 gennaio in piazza per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro

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La prima volta in piazza per i bancari era stata il 31 ottobre del 2013, ma le vertenze contrattuali da allora non hanno segnato grandi passi in avanti e ad oggi la tensione nella categoria è arrivata ai livelli massimi, portando nuovamente i colletti bianchi verso lo sciopero generale.

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Una mobilitazione, quella prevista per il prossimo 30 gennaio, che si annuncia particolarmente decisa sia nei contenuti che nelle forme, essendo in gioco il rinnovo del contratto nazionale di lavoro ed i rapporti coi vertici dell'Abi, nel mirino delle organizzazioni sindacali per la decisione di disapplicare i preesistenti accordi da aprile.

Quattro le piazze scelte per le manifestazioni di protesta dei bancari, una delle quali (Ravenna) è stata inserita tra le sedi dei cortei in quanto città natale del massimo dirigente della categoria Antonio Patuelli.

I piccoli spiragli aperti da Alessandro Profumo in qualità di presidente del comitato affari sindacali e del lavoro dell'Abi, soltanto due mesi fa, avevano indotto i sindacati a dichiararsi disponibili al confronto in concreto sui temi della vertenza in corso da tempo, salvo poi dover tornare al programma di mobilitazioni di fronte alle rinnovate divergenze con la controparte.

(I bancari in piazza, il 30 gennaio lo sciopero contro la disdetta dei contratti dell'Abi)

Sul tavolo, per il momento, rimane il tema irrisolto della salvaguardia del potere d'acquisto perso nell'ultimo periodo dai lavoratori, in mancanza di interventi dall'alto a favore della categoria colpita come tante altre dagli effetti dolorosi della crisi economica sia nazionale che globale.

Il lungo periodo di “non belligeranza” dei bancari rispetto ai loro interlocutori obbligati dell'Abi sembra ormai lontano anni luce, pur essendovi stato più di un decennio di pace sociale fino al 2013.

Dall'adesione, presumibilmente alta, allo sciopero generale del 30 gennaio e dalla partecipazione dei dipendenti del settore alle manifestazioni pubbliche di Milano, Roma, Palermo e Ravenna si capirà quanto potrà durare e quali effetti potrà avere il programma di lotta fissato dalle organizzazioni sindacali di una categoria storicamente poco propensa alle mobilitazioni in piazza.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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