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Scadenza Imu e Tares 2013: il 16 dicembre ultimo giorno per pagare

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Duro scoglio per famiglie e imprese prima delle tanto attese vacanze di Natale, la data del 16 dicembre 2013 è arrivata e rischia di mettere in crisi il bilancio di migliaia di italiani. Entro questo termine, infatti, è previsto il pagamento della seconda rata Imu dell’anno in corso, con in più il saldo della Tares che completa il quadro di una tassazione in costante aumento.

Imu, seconda rata del 2013 abolita dal governo Letta

Si tratterà, per non pochi contribuenti, di fare i conti con diverse centinaia di euro da versare all’erario, proprio a ridosso delle festività, con pesanti contraccolpi sull’economia familiare e/o dell’azienda da gestire. Gli aumenti dei tributi sugli immobili, come confermano i dati forniti dalla Cgia di Mestre, sono stati nell’ordine del 100% medio per i proprietari di capannoni già nel 2012, mentre la Tares (secondo le tabelle Uil) ha conosciuto una crescita del 35% con un importo medio ormai calcolato nell’ordine di oltre 300 euro, andando a colpire in particolare piccole e medie imprese e negozi.

In totale, nelle casse dello Stato dovrebbero entrare, grazie a queste maxi-rate in arrivo entro il mese in corso, 16 miliardi di euro, in gran parte provenienti dal saldo dell’Imu su seconda casa e affini, in rialzo dall’aliquota standard del 7,6 per mille al tetto massimo del 10,6 per circa l’80% dei Comuni.

Solo nel caso in cui gli enti locali non abbiano provveduto a ritoccare verso l’alto le tariffe, l’importo rimarrà identico a quello versato a Giugno in sede di acconto, mentre nella maggioranza dei capoluoghi il salasso sarà consistente, per via del combinato disposto della rivalutazione catastale e del coefficiente applicato ex lege.

Severo il regime entrato in vigore anche per gli immobili di uso strumentale come locali adibiti ad attività commerciale, d’impresa o alberghi, che subiranno una revisione dei valori ai fini impositivi di non poco conto, ma la “ciliegina sulla torta” per 2 milioni di italiani verrà dai calcoli della tassa sulle pertinenze dell’abitazione principale, ovvero box auto, cantine e solai, messe sotto la lente d’ingrandimento del Fisco qualora superino la soglia minima (una sola unità per proprietario) esentata dalla tassazione. Ben prima dei regali e dei dolci natalizi, sotto l’albero di milioni di famiglie italiane sono pertanto piombate, implacabilmente, le tanto temute tasse di fine anno.

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