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Saldi invernali 2014 in Italia: calendario per tutte le regioni

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L’atteso semaforo verde per l’inizio dei saldi invernali è arrivato, ma a frenare almeno in parte la corsa agli acquisti con gli sconti ci penserà anche stavolta l’ombra della crisi. Secondo le stime della Confcommercio, infatti, sia la percentuale di italiani pronti a fare la fila davanti ai negozi dal 4 gennaio fino alla data di scadenza del periodo delle offerte, che il budget a disposizione di singoli e nuclei familiari sono in flessione.

Saldi, milioni di italiani a caccia di sconti

Stamattina i saldi hanno preso ufficialmente il via nelle principali piazze d'Italia, in tutte le regioni eccezion fatta per Campania e Basilicata dove la campagna di sconti era cominciata con due giorni d'anticipo sul calendario nazionale, giovedì 2 gennaio 2014.

Se la data d'inizio è comune alla stragrande maggioranza delle città, diverso sarà il giorno conclusivo, previsto per il 14 febbraio a Roma e nel Lazio, per il 18 dello stesso mese in Liguria, per il 28 febbraio in Puglia, Calabria e Val d'Aosta, via via fino a marzo quando (rispettivamente l'1 e il 2) scadranno i saldi nelle Marche e poi in Campania e Basilicata. Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo e Molise avranno 48 ore in più di sconti, precisamente fino al 4 marzo, ma gli ultimi a chiudere la stagione saranno i commercianti del Friuli Venezia Giulia, che termineranno le vendite ribassate il prossimo 31 marzo, preceduti dalla Sicilia di 16 giorni.

Solo a Roma, per restare sul terreno dei numeri, si calcola una spesa media del 20% in meno rispetto all’anno scorso, mentre a livello nazionale il calo del numero di consumatori intenzionati ad approfittare dei ribassi sarà del 2,2% rispetto al 2013, stando ai dati di Format Research.

Parallelamente, invece, cresce il mercato del web, ritenuto più vantaggioso e affidabile da una clientela in costante aumento, trasversale ma formata in maggioranza da donne e giovani fino ai 44 anni, con un incremento già valutato nell’ordine del 37% annuo.

La ricerca commissionata dalla principale organizzazione di categoria dei commercianti italiani aggiunge poi che soltanto il 6,3% della popolazione reputa convenienti gli acquisti in saldo nell’arco di tempo in questione, soprattutto per via delle diffuse difficoltà economiche in cui versano migliaia di famiglie da diversi mesi a questa parte.

Non aiuteranno le vendite, di sicuro, i salassi in arrivo per milioni di cittadini chiamati a saldare i conti con lo Stato, con le tasse su casa e servizi ma anche canone Rai e altri balzelli in scadenza già nel mese corrente. Il 76,7% dei clienti manterrà la spesa entro il limite di 200 euro, magari aspettando che dai primi ribassi del 20% e 30% si passi a sconti ancora più drastici, per ottenere il massimo risultato con uno sforzo contenuto nelle prossime settimane.

La marca dei prodotti, poi, non condizionerà in maniera decisiva le scelte dei consumatori, l’83% dei quali acquisterà capi firmati e non, senza privilegiare esclusivamente le griffe, anche se nel 67% dei casi gli italiani confermeranno le abitudini di shopping dell’anno precedente recandosi nei soliti negozi di fiducia.

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