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Saab non pagherà gli stipendi per mancanza di fondi

Brutte notizie per la Saab, la casa automobilistica svedese, un tempo sinonimo di lusso e qualità assoluta. Ieri ha annunciato che non ha soldi in cassa per pagare gli stipendi dei suoi lavoratori, mentre gli impianti continuano a restare chiusi ed è previsto che non lavorino fino al 4 luglio.

La motivazione del mancato pagamento degli stipendi dipende, secondo un dispaccio ufficiale della casa automobilistica, dal non aver ancora ricevuto i finanziamenti necessari a medio termine. La Saab è, infatti, al centro di una complessa operazione di vendita.

Il 13 giugno scorso ha annunciato una partnership con due società cinesi, la Pang Da e Zhejiang Youngman Lotus, per un investimento di 245 milioni di euro, che dovrebbero portare la Swedish Automobile (in precedenza denominata Spyke) a cedere il 54% del capitale (24% a Pang Da e 29,9% a Zhejiang Youngman Lotus). Inoltre nel preaccordo era stata prevista la possibilità della produzione e della distribuzione in Cina, mentre lo stabilimento di Trollhattan doveva esser messo in vendita e poi riaffittato con una formula di leasing che prevedeva il possibile riscatto finale.

All'inizio del 2010 la Spyke (oggi Swedish Automobile) aveva già salvato la società automobilistica dal fallimento, rilevandola per 400 milioni di dollari dal colosso statunitense General Motors. Allo stato attuale non c'è alcuna certezza di poter reperire i fondi, mentre è certa la vendita dello stabilimento e di alcuni uffici. Il portavoce del gruppo Eric Geers ha comunque chiarito che la società non intende dichiarare fallimento, anche in vista della buona ripresa dell'industria dell'auto dopo il terremoto nipponico.

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