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Mondo Arabo e inflazione non preoccupano Wall Street

“Il mercato sarà probabilmente stordito da un evento assolutamente imprevisto”. E’ Questa l’opinione di Sam Stovall, chief Strategist a Standard & Equity Research.

Finora il mercato ha, infatti, ignorato la gravità dell’intensificazione delle tensioni in Medio Oriente e i rischi per l’aumento dell’inflazione. Se è vero che finora le rivolte nel Mondo Arabo si sono svolte all’insegna del successo (ricordiamo le dimissioni dell’ex presidente tunisino e egiziano), tensioni giacciono ancora in altri Paesi: Algeria, Libia, Yemen e Bahrein. Ed è soprattutto su quest’ultimo che attualmente si concentrano le attenzioni degli Strategist, in quanto, anche se piccolo produttore di petrolio e gas, il Bahrein ha una grande importanza geopolitica al centro degli interessi sia degli Arabi Sauditi che dell’Iran.

A nulla, finora, è servito il monito del Presidente della Banca mondiale Robert Zoellick sui rischi dell’aumento dell’inflazione. Secondo la Banca Mondiale l’impennata dei prezzi alimentari e dell'inflazione minaccia ulteriore instabilità politica e finanziaria. Zoellick ha affermato che stiamo raggiungendo “un punto di pericolo” molto preoccupante. E non è un caso che l’impennata dei prezzi del cibo, del carburante e di altre materie di base siano state uno dei fattori chiave alla base dei disordini politici nel Mondo Arabo. Tra ottobre 2010 e gennaio 2011 i prezzi degli alimenti sono aumentati del 15%. A causa di tali aumenti, secondo indiscrezioni rilasciate da Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo, la Banca centrale europea sta pensando di alzare i tassi di interesse, invariati da due anni e al minimo storico dell’1%.

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