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Rimborsi elettorali: come funziona davvero

Durante il periodo propagandistico che precede le elezioni, specialmente in occasione di tribune politiche e comizi, immancabilmente si discute di rimborsi elettorali. Come funziona davvero questo sistema e cos'è esattamente? Chi ne ha diritto e da dove vengono i soldi utilizzati? Cerchiamo di spiegare tutto nel modo più chiaro possibile, proprio perchè l'argomento è molto imporante.

Chi rimborsa effettivamente i partiti.

Innanzitutto per capire cosa sono i rimborsi elettorali e come funziona davvero la restituzione, si deve chiarire cos'è un rimborso elettorale. Come dice il termine stesso si tratta di una somma che viene restituita ad un partito in seguito alle elezioni. Si potrebbe intuitivamente credere che la restituzione della somma avvenga in base a quanto si è appunto speso in campagna elettorale (ad esempio in pubblicità, striscioni, comizi, eventuali lettere spedite agli elettori); invece il sistema italiano prevede che le cifre non siano calcolate su quanto si è sborsato, ma in base ai seggi conquistati.

In questo modo il denaro è ripartito tra spese per il Parlamento, per il Senato, per la Regione e per il Parlamento Europeo.

L'aseptto particolare è che non è necessario aver accumulato una certa percentuale di voti, ma atomaticamente se ne ha diritto solo per aver avuto accesso agli organi suddetti.

Così, se un partito ha ricevuto l'1% dei voti totali, tale cifra non gli è sufficiente per entrare a far parte del Governo ma lo è per avere un rimborso.

Qual'è il tetto massimo dei rimborsi? Non esiste, essendo determinato dal numero delle persone iscritte ai seggi.

Questo vale anche per l'Estero?

Vediamolo subito.

Ogni Paese ha le sue regole

E' interessante a questo punto effettuare un confronto con gli altri Paesi Europei. In Germania ad esempio il sistema prevede che i rimborsi siano proporzionali ai consensi dell'elettorato; in Inghilterra a ricevere il rimborso sono solo i Partiti d'Opposizione, quelli che non hanno avuto già la "ricompensa" dell'essere votati.

Anche per la Francia vale il limite dell'1% dei seggi conquistati.

Ma quanto si può ricevere nei fatti?

Abbiamo detto che nel nostro Paese si riceve un rimborso in base al numero degli iscritti nelle liste elettorali. Ebbene, per ogni iscritto si riceve fino a 4€, contro li 85 centesimi tedeschi. La differenza però è che in Germania c'è anche un limite che ammonta a poco più di 130 milioni di marchi, cifra che comprende anche l'autofinanziamento. In sostanza in Italia il rimborso elettorale arriva anche fino ai 6 miliardi di euro.

Chi verifica le cifre?

Per usufruire dei rimborsi è necessario anche che un partito sia in ordine relativamente al proprio bilancio. Benchè vi sia un aspetto paradossale in Italia costituito dal fatto che ogni partito accerta e certifica che il proprio bilancio sia in regola, la Corte dei Conti può chiedere la revisione del bilancio stesso e negare il diritto ad accedere ai rimborsi nel caso in cu iil bilancio non sia in regola. Salta subito agli occhi la differenza con gli altri Paesi, ad esempio la Francia, dove il bilancio è pubblico e viene depositato ogni anno per essere esaminato da due organi incrociati ed indipendenti.

Finanziamenti privati

I partitoi possono ricevere finanziamenti privati?

Certo, nei limiti dei 50.000€, e senza obbligo contabile.

Tuttavia nel nostro Paese la quasi totalità del denaro viene dai fondi pubblici, cioè dai cittadini.

In sostanza i rimborsi hanno preso il posto dei vecchi finanziamenti. In questo senso il rimborso non è altro che una voce fittizia nella quale vengono inserite spese che con le elezioni non hanno più nulla a che fare. Considerato che in Italia gli elettori sono circa 50 milioni, i conti sono presto fatti. Inoltre il sistema si applica ad ogni singola elezione in una delle 4 Istituzioni dichiarate all'inizio. Così se in un anno si vota per la Regione e per il Parlamento Europeo, ecco che il rimborso è doppio.

Fatta la Legge, trovato l'inganno

In sostanza quello che nasce come un calcolo reale di quanto i partiti possono spendere durante il periodo elettorale viene ridotto ad un sistema di accumulo parziale. Infatti, tanto per fare un esempio, il numero degli elettori potenziali viene calcolato su quanti esprimono il loro voto alla Camera, e non al Senato (dove gli elettori devono avere almeno 25 anni per votare). Ecco cosa sono i rimborsi elettorali e come funziona davvero il sistema.

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