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Riforma delle pensioni 2015: il calcolo dell'età pensionabile per lavoratori dipendenti e non

Le modalità di calcolo dell’età pensionabile hanno recentemente subito delle modifiche. Con l'approvazione della manovra economica, infatti, è stata ultimata l'entrata in vigore di una serie di novità previdenziali.

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La maturazione dei requisiti

Dall'elevazione dell'età per le donne della pubblica amministrazione al prolungamento del tempo di attesa tra la maturazione dei requisiti e il concreto pagamento della prima mensilità. E da gennaio 2015 l'età minima agganciata alla speranza di vita.

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Da gennaio 2011 sono state ridotte da quattro a una soltanto le finestre per "uscire" dal mercato del lavoro. I lavoratori che avranno maturato i requisiti dopo l'ultimo giorno di dicembre del 2010, sia per le pensioni di anzianità, sia per le pensioni di vecchiaia, dovranno aspettare più tempo di quanto succedeva prima. Di fatto, il giorno dopo che si sono maturati i requisiti, i dipendenti dovranno aspettare dodici mesi. Prima poteva capitare un'attesa di qualche mese. Ora sarà sempre uguale a un anno.

Lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti

I lavoratori autonomi dovranno aspettare ancora di più. Diciotto mesi. Lo stesso tempo che dovranno aspettare anche quei dipendenti che si ritrovano ad avere versato i contributi, pur godendo della posizione di lavoratore dipendente, in diversi enti previdenziali. Loro, che fino a questo momento, potevano ottenere il contributo pensionistico come dipendenti ora vengono di fatto omologati allo status di "autonomi".

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Con la ricongiunzione dei contributi coloro che hanno posizioni assicurative in diverse gestioni previdenziali possono far confluire, mediante trasferimento e dietro pagamento, tutti i periodi contributivi al fine di ottenere una sola pensione. C'è poi la norma relativa all'età delle donne impiegate nel pubblico. Dal primo gennaio del 2012, le donne che lavorano nel settore pubblico matureranno i requisiti all'età di 65 anni e non più a 61 anni. Il passaggio avverrà senza alcuna gradualità. Così, ad esempio, le nate nel 1950 potranno andare in pensione nel 2011, mentre coloro che sono nate nel 1951 dovranno aspettare fino al 2016.

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