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Riflettori puntati su Grecia e Fed

L’indice FtseMib ha archiviato le contrattazioni in buon rialzo, nonostante la partenza negativa anche a causa della decisione di S&P’s di tagliare il rating del nostro Paese. Positiva la chiusura anche per le altre borse europee: l’EuroStoxx50 ha chiuso con un rialzo dell1,8%, Francoforte con un progresso del 2,6%. Più contrastate le chiusure degli indici USA, dove solo il Dow Jones chiude in positivo con lo 0,07%, mentre Nasdaq100 e S&P500 chiudono in territorio negativo rispettivamente con lo 0,86% e lo 0,17%.

Fiat si fa strada in borsa

Tra i titoli azionari da segnalare Fiat, che ieri è balzata oltre il 7%, dopo la conferma dei target 2011 da parte dell’AD Marchionne. Progressi superiori al 3% anche per Terna, Tod’s, Mediaset e Luxottica. Misti i bancari: denaro su Ubi e Banco Popolare, lettera per la Pop di Milano che flette del 2% circa.

Dati macro in evidenza

Sul fronte macro, gli ordini all’industria in luglio in Italia sono saliti dell’1,8% m/m, in calo rispetto al +4,1% di giugno; su base annua il valore è del +6,5%, mentre in giugno era del +13,6%. Il fatturato del settore industriale è cresciuto in luglio dell’1,6% (giugno -1,7%), mentre su base annua il progresso è del 7,7% dal +10,8% di giugno. L’indice Zew in Germania, che monitora la fiducia delle imprese, è uscito in peggioramento a settembre rispetto ad agosto, ma meglio delle attese.

Le attese dei mercati

Occhi puntati sula crisi del debito sovrano della Grecia e sulla decisione della Fed di stasera. Il paese ellenico sta infatti cercando di dimostrare alla Troika (Bce, Fmi e Ue) che merita la nuova tranche del piano di salvataggio da 8 miliardi di euro, il pagamento è programmato ad ottobre e di cui ha bisogno per non dichiarare default.

Nel corso della giornata il governo greco dovrebbe annunciare le misure di austerità che sta concordando con i creditori internazionali e per la prossima settimana alcuni rappresentanti della troika dovrebbe recarsi ad Atene per monitorare gli sviluppi della questione. Attesa oggi la decisione della Fed sul tasso di interesse e sulle nuove misure a sostegno dell’economia USA. Più che di un nuovo quantitative easing, si parla di Operation Twist, una sorta di switch da titoli a breve scadenza (3/5 anni) a quelli a lunga scadenza nel tentativo di abbassare i tassi sulla curva lunga e facilitare l'accesso al credito alle imprese.

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