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Ricorso contro il fisco: il 50% va a buon fine. Le imprese recuperano 3.6 miliardi di euro

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Il terrore più grande di un piccolo medio imprenditore? La cartella esattoriale del fisco che contesta un'errata dichiarazione dei redditi. Si tratta di un falso timore. Una recente inchiesta di Repubblica, infatti, ha dimostrato che un ricorso su due va a buon fine. Il fisco italiano ha, quindi, una percentuale di insuccessi che costerebbe la panchina a qualunque allenatore della nostra Serie A.

Dal punto di vista economico il dato è agghiacciante. Basta analizzare i primi tre mesi del 2014. Lo Stato ha perso ricorsi per un totale di 3.6 miliardi di euro a fronte di un introito di 3.5 miliardi di euro. In sostanza l'invio di cartelle relative a controlli fiscali a carico di piccole e medie imprese è stato un mezzo flop.

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L'anno scorso sono stati presentati, da parte degli imprenditori, oltre duecentocinquantamila ricorsi. Non sempre, però, gli imprenditori fanno ricorso perchè i tempi per arrivare ad una sentenza sono molto lunghi, più di due anni, e le spese burocratiche non sempre valgono la candela. Nonostante questo sono oltre seicentocinquantamila le cause relative a reclami fiscali tutt'ora in corso in Italia. Uno spreco enorme di risorse che in un sistema giudiziario intasato potrebbero essere meglio impiegate.

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Un altro fatto che impedisce di fatto a molti imprenditori di fare ricorso è quello dei costi fissi. Per presentare ricorso, infatti, è necessario versare un contributo unificato da 4500 euro. Oltretutto in caso di ricorso negativo l'imprenditore deve immediatamente pagare un terzo della somma richiesta, mentre in caso di ricorso positivo i tempi tecnici per riavere i propri soldi sono decisamente più lenti. Il rimborso arriverà dopo la sentenza della Cassazione.

Come se non bastasse l'ex ministro Giulio Tremonti ha fornito degli strumenti alla Guardia di Finanza che permettono alle Fiamme Gialle di richiedere controlli con tempi brevissimi anche su documentazioni risalenti a molti anni prima. Entro quindici giorni l'imprenditore deve fornire la documentazione richiesta altrimenti scatta la presunzione di colpevolezza con relativa cartella esattoriale.

La lotta all'evasione fiscale è una battaglia sacrosanta, ma forse si potrebbe trovare un metodo migliore per combatterla.

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