Redditometro: cos'è, come funziona, i rischi per il contribuente

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C'è un nuovo incubo che funesta le notti degli italiani: il suo nome è Redditometro. Lo strumento predisposto dal Governo per combattere l'evasione fiscale si sta infatti tramutando in qualcosa che non solo fa paura agli evasori, ma preoccupa - e pure molto - anche i cittadini che non hanno nulla da temere. Il timore infatti è che il nuovo sistema di accertamento del reddito - in vigore da gennaio 2013 - finisca con lo scovare 'anomalie' anche laddove non ce ne sono.

Attilio Befera spiega il Redditest: come funziona

In realtà, come spiegato dagli addetti ai lavori, questo rischio è molto contenuto, anche se non assente. Come funziona, infatti, il Redditometro: il Fisco stima il reddito presunto di un contribuente in base alle spese da lui sostenute (con valore retroattivo dal 2009), determinate utilizzando alcuni "indicatori di capacità contributiva". Se lo 'scostamento' tra quanto dichiarato e il tenore di vita effettivo rilevato è superiore al 20%, l'Agenzia delle Entrate lo convoca e gli chiede di dimostrare che il finanziamento di dette spese è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo di imposta considerato, esenti o soggetti a ritenuta alla fonte oppure che non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

Dunque, se il contribuente non nasconde nulla, in teoria non ha problemi ad accertare davanti al Fisco e alle commissioni tributarie la propria buona fede. Tuttavia, come rilevato da più parti, un punto debole c'è ed è proprio quello che spaventa gli italiani: le determinazione delle spese è una stima basata su coefficienti standard, che non è detto che sappiano cogliere l'esatta fotografia della realtà. L'esempio riportato più spesso per spiegare questo 'bug' è quello del contribuente che possiede un cavallo: per il Redditometro, un simile 'bene' vale tot, ma se - per dire - anziché lasciarlo in un maneggio e comprare il mangime per nutrirlo, il proprietario tiene l'animale nel giardino di casa, dove mangia la sua erba, le spese di mantenimento che deve sostenere sono ovviamente minori. Però come lo dimostra?

A complicare questa situazione c'è il fatto che l'onere della prova è a carico del cittadino e ciò significa avere sufficiente dimestichezza con la burocrazia e/o potersi permettere un bravo avvocato per la difesa: ma se una persona - un anziano, per dire - non sa che pesci pigliare o non ha i soldi per pagare un legale, che fa?

In realtà, la formulazione dei coefficienti è proporzionale alla classe in cui si trova inserito il contribuente, determinata a sua volta sulla base di tre caratteristiche: composizione familiare, età e area geografica. Parametri che in teoria dovrebbero evitare clamorosi errori di valutazione da parte del Fisco. Inoltre, come spiegato dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, in un primo momento l'applicazione del Redditometro sarà molto soft, ovvero non si occuperà della "marginalità economica", ma degli "scarti significativi", che in soldoni significa che il Fisco si concentrerà soprattutto su discrepanze tra reddito dichiarato e presunto largamente superiori al 20%.

Infine, per permettere ai cittadini di farsi un'idea 'concreta' della propria situazione, l'Agenzia delle Entrate ha predisposto il Redditest, un software - scaricabile dal sito ufficiale redditest.agenziaentrate.it - che permette di verificare in modo assolutamente riservato (e ignoto al fisco) qual è - se c'è - la discrepanza tra quanto si ha intenzione di dichiarare e il tenore di vita effettivo. E se è superiore al 20%, allora è il caso di iniziare a preoccuparsi. Almeno un po'.

Denis Ferraro

Siamo appostooo......

2012-12-06 20:38:16
Paolo de Lucia

E noi tutti come le pecore a fare Beeeeeeeeee

2012-12-31 00:17:18

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