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Ravvedimento operoso: il calcolo esatto caso per caso

In tempi in cui ogni governo si inventa tasse e balzelli sempre nuovi ha assunto grande importanza l’istituto del ravvedimento operoso. Di cosa si tratta esattamente? Il ravvedimento operoso permette ai contribuenti di regolare eventualità violazioni e mancati pagamenti ottenendo così delle sanzioni limitate. Dal primo gennaio 2015 il ravvedimento operoso, che è a disposizione di tutti i contribuenti, ha subito delle modifiche sostanziali ad opera della legge di stabilità.

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I cambiamenti della legge di stabilità

La legge di stabilità ha introdotto due modifiche principali. Innanzitutto la possibilità di regolarizzare la propria posizione fino al termine di decadenza del potere di accertamento dell’amministrazione. Il secondo cambiamento riguarda l’eliminazione di alcune cause di esclusione da questo beneficio. In pratica i verbali di verifica, i Pvc e i questionari non sono più una condizione necessaria e sufficiente all’esclusione dal beneficio del ravvedimento operoso.

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Sono sei fasce differenti che comprendono tutti i possibili casi di ravvedimento operoso. I primi due sono validi solo per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate. Dal novantunesimo giorno di ritardo nel pagamento fino a due anni di ritardo si pagherà un settimo del tributo minimo dovuto. Oltre i due anni questa sanzione salirà ad un sesto del minimo dovuto.

Le fasce di pagamento

In caso di sanzioni relative a mancati versamenti se si paga entro due settimane dalla violazione la sanzione sarà un decimo del minimo con una maggiorazione dello 0.20% per ogni giorno di ritardo. Dalle due settimane al mese di ritardo la sanzione è di un decimo del minimo pari al tre per cento.

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Per tutti gli altri tributi entro novanta giorni dalla violazione si può accedere ad una sanzione che è un nono del minimo. Per i ritardi che vanno dai tre mesi all’anno l’importo da pagare con il ravvedimento operoso è pari ad un ottavo del minimo stabilito. Un calcolo complessivamente molto semplice da fare senza bisogno di consulenza che comunque l’Agenzia delle Entrate offre a tutti i cittadini.

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