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Le elezioni anticipate non preoccupano la Borsa Italiana

L’indice Msci del Belpaese nell’ultimo mese (fino al 4 febbraio e calcolato in euro) ha guadagnato il 9,6%. Una performance di rilievo se si considera che nel 2010 il paniere si è lasciato per strada quasi il 12%. Alla base del rally, spiegano gli operatori, c’è il ritorno dell’appetito per il rischio che sta spingendo gli investitori verso quegli asset che, negli anni scorsi, erano stati messi nel cassetto a causa della crisi internazionale (prima) e dei suoi strascichi poi.

Cos’è cambiato rispetto a prima? Innanzitutto la crisi del debito pubblico dei Paesi Europei. L’Italia, infatti, veniva spesso inserita nel novero degli Stati sull’orlo del default indicati con l’acronimo Pigs (Portogallo, Irlanda, Spagna e Grecia, che spesso diventava Piigs per aggiungere la Penisola). Ad aiutare il ritorno di fiducia ci ha pensato l’asta di titoli di gennaio andata a buon fine e l’Unione europea che, nonostante le divisioni, ha varato alcuni pacchetti di aiuto dedicati ai Paesi già traballanti o che potrebbero diventarlo in futuro. Ma come sottolineano gli analisti, il problema del debito continua a restare una priorità.

Il punto di forza della Penisola, però, è la capacità di risparmiare che ha permesso al sistema finanziario di attraversare i mari in tempesta della crisi mondiale. Secondo i dati elaborati da Eurostat nel decennio 1999-2009 le famiglie italiane sono riuscite a conservare in banca più soldi rispetto agli altri Paesi europei. Bene stanno andando anche le esportazioni, con la conseguente capacità di guadagnare quote di mercato nei Paesi esteri. Secondo il rapporto SACE, le export italiano nel 2010 è cresciuto del 10,3% e dovrebbe essere positivo anche nel 2011.

(foto © Wikimedia Commons.org)

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