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Quotazioni petrolio: resta alto il rischio volatilità

Nella settimana trascorsa la quotazione del petrolio Brent spot è diminuita lievissimamente (-0,56 euro/barile, -0,004 euro/litro), con un buon recupero del cambio euro/dollaro.

Tuttavia il mercato internazionale ha registrato un incremento del prezzo dei prodotti finiti Platt's per la benzina in misura pari a +0,006 euro/litro ed una diminuzione più marcata, pari a -0,016 euro/litro, per il gasolio. Rispetto a questo andamento, il prezzo Italia è aumentato di +0,011 euro/litro per la benzina, e di +0,006 per il gasolio.

Luca Squeri, Presidente Nazionale Figisc Confcommercio, prevede per i prossimi giorni una sostanziale stabilità dei prezzi. La chiusura della sessione del Platt's di giovedì 14 ha fatto, infatti, registrare movimentazioni in aumento di qualche millesimo di euro/litro. Le quotazioni del greggio Brent si sono attestate, invece, a quasi 123 dollari/barile. Per i prossimi giorni, afferma Squeri, si può prevedere che i prezzi rimarranno sostanzialmente fermi, anche se il mercato dimostra una forte instabilità.

E' recente anche il report della Goldman Sachs, che ha affermato che, sui mercati petroliferi, e più in generale nel comparto delle materie prime, è arrivato il momento di vendere. Ma il Brent costa tuttora più di 120 dollari al barile, oltre il 30% in più rispetto all'inizio dell'anno. Inoltre continuano senza sosta le impennate del prezzo della benzina.

Nel Sud d'Italia, infatti, la benzina ha raggiunto 1,67-1,68 euro al litro. I carburanti non hanno mai registrato costi simili, neanche quando il prezzo del petrolio arrivò a 148 dollari al barile. Nelle prime cinque posizioni, tra i paesi consumatori, troviamo gli USA, Cina, Giappone, India e Russia. Il loro consumo aggregato è pari al 44% del totale. Più forte sarà la domanda di questi paesi, più crescerà il prezzo dell'oro nero durante l'anno.

(photo © geograph.org.uk)

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