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Quotazione petrolio, Libia e scorte USA calmano i prezzi

Seduta a due facce quella odierna per le quotazioni del petrolio che dopo aver trascorso buona parte della giornata in rosso, hanno cambiato direzione di marcia chiudendo gli scambi in positivo. I corsi si sono mossi all’interno di un range di poco superiore ai 2 dollari e dopo essere scesi al di sotto dei 103 dollari, hanno risalito la china verso i 105, chiudendo gli scambi poco sotto questo livello a 104,77 dollari, con un progresso dello 0,8%.

Dopo il massimo raggiunto il 7 marzo, a quota 108.19, il mercato attende di conoscere il report sulle scorte strategiche Usa che sarà diffuso domani pomeriggio dal Dipartimento dell' energia statunitense. Ad influire sui prezzi del petrolio anche la crisi libica, con l'avanzata dei ribelli che ha calmato la sete di petrolio da parte degli investitori, anche se i prezzi sono restati sostenuti. Ricordiamo, infatti, che nel week-end le forze dei ribelli hanno preso il controllo di alcune zone petrolifere sulla costa libica incluse Brega e Ras Lanuf.

Finora, in questo mese, il rally maggiore l'hanno conosciuto il Natural Gas e i titoli legati a fonti rinnovabili ed energie pulite. Il gas ha infatti performato meglio degli altri prodotti energetici, con una crescita a due giorni dalla fine del mese del +5,75%. Se i suoi fondamentali non sono mutati molto, perché il mercato attende segnali di una ripresa dei consumi del settore industriale, a ridare slancio ai prezzi del Natural Gas, la crisi nucleare di Fukushima in Giappone, che hanno rilanciato il dibattito sulle energie rinnovabili, appesantendo le società più legate allo sviluppo del nucleare.

(photo © hizb.org.uk)

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