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Derivati: Piemonte e Toscana al cospetto della corte di Londra

No, non è una bufala. E' tutto vero. E’ un articolo che ieri Bloomberg ha riportato sul suo sito e che di certo sta diventando un atteggiamento abitudinario da parte di certe Banche d’investimento. In questo caso stiamo parlando di JPMorgan Chase &Co., di UBS e di Bank of America Corp. Queste tre Banche estere hanno deciso di citare in causa più di mezza dozzina di comuni e regioni Italiane. Motivo? Solo per fare un esempio, Firenze e il Piemonte hanno minacciato di non pagare la somma dovuta alle banche che hanno venduto loro derivati con l'obiettivo di recuperare le perdite legate a commissioni nascoste. L’obiettivo delle Banche è di ottenere negli U.K. delle sentenze a loro più favorevoli.

I comuni Italiani, a quanto riporta Banca d’Italia, stanno infatti subendo ingenti perdite a causa dei derivati, almeno 1,2 miliardi di euro. Solo a metà del 2008 è stato vietato ai governi locali di poter effettuare questo tipo di investimenti finanziari. La lentezza dei procedimenti giudiziari in Italia, il rischio di prescrizione, nonché la propensione a favore di comuni e di Regioni nostrane, ha portato queste banche a rivolgersi altrove e a puntare sulla corte Inglese.

I rappresentanti dei comuni e delle Regioni Italiane hanno però paura di farsi giudicare in Inghilterra, innanzitutto a causa del costo del contenzioso e in secondo luogo perché la legge Inglese è più protettiva dei diritti delle Banche, questo è quanto affermato dall’avvocato Dario Loiacono. Se le banche avranno la meglio dovranno comunque chiedere all'Italia di prendere atto della sentenza inglese, ha specificato all'agenzia di stampa l'avvocato Laurence Harris, della Edwards Angell Palmer & Dodge LLP con sede a Londra. Altrimenti quello che resta da fare alle banche e' mettere le mani sugli asset che le amministrazioni locali detengono al di fuori dell'Italia.

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