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Piano riforme Tremonti: il via dal Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Documento di Economia e Finanza (il vecchio Dpef). L'obiettivo è quello di arrivare a deficit zero nel 2014 e dal 2015 ridurre la montagna del debito pubblico di un ventesimo per la parte superiore al 60%.

Il consolidamento della finanza pubblica è solo uno degli assi attorno a cui ruota il Piano Nazionale delle Riforme, che l'Italia dovrà presentare a Bruxelles e che prevede altre 8 aree di azione:occupazione, federalismo, lavoro e pensioni, mercato dei prodotti, concorrenza ed efficienza amministrativa, energia ed ambiente, innovazione e capitale umano, infrastrutture e sviluppo ed, infine, sostegno alle imprese.

La riforma fiscale, secondo il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, consentirà di dare una sferzata alla crescita economica del nostro paese. Verrà effettuata spostando l'asse del prelievo dall'imposta diretta all'imposta indiretta. Le imprese che investiranno in ricerca e sviluppo potranno avvantaggiarsi anche di un credito d'imposta. In questo modo tutte le imprese e le industrie che faranno ricerca in università e istituti di ricerca non avranno solo la deduzione dei costi della ricerca ma un credito d'imposta pari al 90% della ricerca stessa.

Per lo sviluppo del Mezzogiorno, il Governo ha individuato alcune linee d'azione nel Piano: le tre principali sono burocrazia zero, priorita' delle infrastrutture e fiscalita' di vantaggio. La questione meridionale - ha ribadito il ministro - è una questione nazionale e ci vuole una legge nazionale.

Per l'istruzione, il Governo sta pensando di introdurre un Fondo per il merito per premiare gli studenti piu' bravi. Non solo, ma nel Piano per le Riforme si legge anche che e' previsto un Piano per l'edilizia scolastica e un programma per premiare le eccellenze tra i docenti. Anche il turismo rientra tra le priorita' del Governo, con l'istituzione dei Distretti turistico-balneari.

Il ministro ha rassicurato dicendo che nei provvedimenti che arriveranno nei prossimi mesi ci sono e ci devono essere delle economie, ma che non avranno nessun impatto drammatico sulle persone e sulle famiglie. Detto altrimenti, un inasprimento delle tasse ci sarà, ma non dovrà sortire effetti drammatici.Sarà vero?

(photo © Giulio Menna su Flickr.com)

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