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Petrolio: prezzi ancora più alti, un rischio per l'economia

Nuovi record per l'oro nero e per l'oro giallo. L'oro, venerdì, ha aggiornato il proprio record storico a 1.472,96 dollari all'oncia, mentre il petrolio con il Brent del Mare del Nord ha chiuso la seduta a $113.05, con nuovi massimi nelle ultime 52 settimane toccati in area $113.21. Era dal settembre del 2008 che il prezzo del petrolio non chiudeva a tali livelli.

Gli investitori continuano ad essere preoccupati a causa della crisi in Africa settentrionale e nel Medio Oriente. Mentre il Libia si continua a combattere, in Siria ci sono stati venerdì nuovi scontri tra polizia e manifestanti, con diversi morti. Inoltre a spingere al rialzo il prezzo del petrolio è stato anche l'indebolimento del dollaro.

Il biglietto verde è sceso rispetto all'euro ai suoi più bassi livelli dal gennaio del 2010. Sulla valuta statunitense pesa la lotta tra Barack Obama ed i Repubblicani sul budget, che, in mancanza di un'intesa, potrebbe portare alla paralisi finanziaria delle attività del governo federale. Centrale anche la domanda proveniente dalle più grandi economie mondiali, come Cina e USA e Giappone.

Per il petrolio siamo ancora lontani dai massimi del 2008, quando i suoi prezzi sono saliti fino al top storico di $147,27 l'11 luglio dello stesso anno. Intanto diversi analisti hanno iniziato a far scattare il campanello d'allarme. Andrew Burns, manager alla Banca Mondiale, ha affermato che se i prezzi rimarranno alti per un periodo di tempo significativo, essi avranno un forte impatto sul GDP delle principali economie mondiali e sulla crescita economica, ritenendo, però, probabile che se la situazione in Medio Oriente e nel Nord Africa non conoscerà un escalation, i prezzi del petrolio dovrebbero tornare sui livelli di Dicembre.

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