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Petrolio: la domanda in diminuzione non arresterà il suo rally

Settimana in rosso per i prezzi del petrolio. Il Wti a New York, già affaticato dalle notizie cinesi, che hanno evidenziato un rallentamento della produzione più del previsto con un'inflazione elevata, è caduto del 5,5% a 98,12 dollari al barile, seguito dal Brent, che ha perso il 4,3% a 112,57$/bbl.

Le principali motivazioni di questi ribassi traggono origine da importanti dati sugli energetici diffusi in settimana. L'altro ieri è stata la volta dei dati sulle scorte, più alti del previsto. Gli analisti, infatti, avevano pronosticato una crescita più modesta di 1,4 mln di barili. Il dato relativo le scorte stoccate a Cushing (Oklahoma), l’hub dove il greggio a stelle e strisce entra nelle condutture del Nord-America, ha registrato un rialzo di 1,12 mln di barili a 41,6 mln, non lontano dai 41,9 mln del record storico registrato nella settimana all’8 aprile.

L'aumento delle scorte è legato ad un indebolimento della domanda interna, proprio alla vigilia della driving season, periodo in cui di solito gli automobilisti americani consumano di più. Ed infine, ieri, l'Aie (Agenzia internazionale per l'energia), nel suo rapporto mensile, ha ridotto per la prima volta le stime sulla crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2011.

L'incremento dei consumi sarà di 1,3 milioni di barili al giorno (+1,5%), 190mila barili in meno rispetto alla stima del precedente rapporto, per una domanda complessiva di 89,1 milioni di barili, contro 87,9 milioni del 2010. Ma chi attende che i prezzi scenderanno si sbaglia, in quanto se da un lato la domanda dell'economie emergenti resterà sempre forte, dall'altro lato a pensarci ci sarà anche l'Opec, che ridurrà gli stock di greggio per continuare a mantenere alti i prezzi.

fonte:Ambiente Energia

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