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Petrolio: aumento dei prezzi, è solo l'inizio

Il prezzo del petrolio influenza notevolmente l'andamento delle borse. Dopo essersi mosse a lungo lateralmente le quotazioni dell'oro nero hanno iniziato verso la metà del 2004 un trend rialzista che ha registrato una forte accelerazione a partire dall'inizio del 2007. L'11 luglio del 2008 il future sul Light Crude ossia del petrolio West Texas Intermediate ha raggiunto al NYMEX un nuovo massimo storico a $147,27 al barile mentre il future sul Brent (il petrolio del Mare del Nord) è salito all'ICE di Londra fino a $147,50 al barile. Il prezzo del petrolio è stato spinto soprattuto dal forte aumento della domanda di energia nei Paesi emergenti e dalla debolezza del dollaro. 

La grave crisi del settore finanziario e la conseguente recessione a livello globale hanno avuto in seguito un sensibile impatto negativo sul prezzo del greggio. Il future sul Crude è risceso a New York in pochi mesi, nel febbraio del 2009, a circa $35 al barile ovvero ai livelli del 2003-2004.

A partire dal 2009 il prezzo del petrolio è tornato a crescere, spinto al rialzo in questi ultimi mesi dalle tensioni nel Mondo Arabo. In questo momento il brent, il petrolio del Mare del Nord, quota a 115,5 dollari mentre il light, il greggio statunitense scambia a 105,07 dollari. Anche oggi a sostenere i prezzi ci pensano le tensioni geopolitiche, che continuano a spingere gli investitori a scommettere su un peggioramento della situazione in Medio Oriente e Nord Africa (MENA).

Secondo un report di Keith Wade, Chief Economist & Strategist di Schroders, le notizie in arrivo dal MENA hanno spinto al rialzo i prezzi di 20-25 dollari, il resto è dovuto alla crescita della domanda statunitense e asiatica. Secondo l'analista l’attuale rialzo potrebbe raggiungere l’intensità dei precedenti, se la crisi dovesse estendersi anche all’Arabia Saudita. 

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