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Petrolio: quando l’oro nero splende più di quello giallo

Jim Rogers, nativo di Demopolis (Alabama), è un autore, commentatore finanziario e investitore internazionale di successo. Dopo aver frequentato Yale e l'Università di Oxford, Jim Rogers ha co-fondato il Quantum Fund. In 10 anni, il portafoglio raggiunse il 4200%, mentre l’S&P 500 saliva a meno del 50%. All’età di 37 anni Rogers, quindi, decise di ritirarsi in pensione.

In una recente intervista alla BBC, Rogers ha affermato che il modo migliore per investire in Asia è comprare commodities, perché i Cinesi hanno bidogno di cotone, di zinco, di petrolio, di risorse naturali. La principale motivazione? Non ne hanno a sufficienza. Si è soffermato, in particolar modo, però, sui prezzi dell’oro nero, il petrolio.“Il Brent Crude Oil –ha affermato - è attualmente a $96,5 al barile. E’ inferiore ai $147 raggiunti nel giugno del 2008, benché la sua crescita fosse in primo luogo frutto di speculazione ed aveva meno a che fare con i fondamenti di domanda ed offerta”. Se è pur vero che questa è storia, Rogers si allunga anche a fare una previsione sul prezzo futuro del petrolio, partendo da alcune considerazioni di fondo e cioè che le riserve di petrolio sono in declino e nessun grosso giacimento è stato trovato in oltre 40 anni.

"Il prezzo del petrolio sta andando a toccare nuovi massimi. Andrà oltre i 150 $ al barile. E probabilmente andrà anche oltre i 200 $ al barile". I prezzi delle commodities sono trainati verso l’alto soprattutto dalla domanda proveniente dai Paesi emergenti, come dalla Cina, India e Brasile. “Ma gli aumenti di prezzo sono solo all’inizio- avverte Rogers”.

(foto © Wikimedia Commons)

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