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Per il 2011 diverisficare gli investimenti è d'obbligo

Con la crisidei Debiti Sovrani Europei ancora non risolta, le guerre valutarie sullo sfondo, l'inflazione galoppante di alcuni Paesi Emergenti, il 2011 si aprirà all'insegna dell'incertezza. Anche perché molti mercati hanno recuperato, proprio in quest'ultimo trimestre, le perdite accumulate nel 2007-2008. E' il caso dell'Indice Indiano, il Nifty, così com'è il caso dell'Indice della Corea del Sud, il Kospi. Questi non sono due casi isolati tra i tanti. Se i mercati europei, pure nelle loro vesti più performanti (Germania e Inghilterra), hanno ancora da recuperare, diversa è stata la sorte di molti di quei Paesi chiamati Emergenti.

Dalle analisi di molte istituzioni finanziarie, ciò che sembra che dovrebbe aumentare è la domanda di commodities e di materie prime e questo porterebbe a favorire nella corsa al rialzo quei paesi che maggiormente detengono ed esportano risorse naturali. E' il caso del petrolio, l'oro nero, ma anche dello stesso oro giallo. Ma a questa dinamica non si sottraggono nemmeno commodities come caffè, zucchero, mais e soia. Il paese che potrebbe fare la differenza è la Cina, attualmente alle prese con i problemi derivanti dall'inflazione e dal precedente surriscaldamento dell'economia.

Quel che è certo è che potrebbe attenderci un 2011 molto volatile, in cui, come evidenziato da una nota di UBS agli investitori, nessuna delle quattro principali valute (USD, EUR, GBP, JPY) potrà considerarsi al riparo e l'unica arma di fronte all'incertezza è la diversificazione.Per quanto possa sembrare dispendiosa, la diversificazione, se effettuata con criterio, può essere davvero un punto a nostro favore.

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