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Pensioni, rimborsi fino a 5mila euro: sentenza Consulta in Gazzetta Ufficiale, caos conti pubblici

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La coperta dei conti pubblici è corta, ma l’impatto della sentenza della Consulta sui rimborsi delle pensioni penalizzate nel biennio 2012/2013 dal blocco delle indicizzazioni con la legge Fornero rischia di creare un “buco” di almeno 13 miliardi determinato dalle rivalutazioni retroattive a carico dello Stato.

Rivalutazione Istat, ipotesi di restituzioni a rate con gradualità per pensioni alte

Allo studio del ministero dell’Economia e delle Finanze ci sono al momento diverse ipotesi di lavoro, tutte mirate ad addolcire l’effetto dei risarcimenti sul bilancio dei prossimi anni, evitando contraccolpi anche in sede europea per il probabile aumento del deficit.

L’opzione “estrema” circolata nelle ultime ore a Palazzo Chigi sembra voler dilazionare nel tempo il pagamento delle somme spettanti ai pensionati con assegno superiore almeno 3 volte ai minimi: si parla infatti di rimborsi non in contanti, tramite bot e distribuiti su un numero ampio di mensilità.

Altra proposta di soluzione finita sul tavolo di Pier Carlo Padoan, anticipata in maniera piuttosto chiara ieri dal sottosegretario Enrico Zanetti, l’estromissione delle rendite più alte dalla platea delle restituzioni con una sorta di selezione “graduale” dei beneficiari della rivalutazione.

(Tesoretto per i pensionati, speranze dopo la sentenza della Consulta: video La7)

Da oggi, in ogni caso, la sentenza della Corte Costituzionale sull’illegittimità della mancata indicizzazione delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 in base alla riforma Monti-Fornero è formalmente applicabile in via immediata dopo la pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale.

Gli stessi tecnici della Consulta hanno anche precisato che tale decisione è da considerarsi valida “erga omnes”, senza bisogno di ricorsi all’ente di previdenza sociale per la richiesta di risarcimento delle somme dovute dallo Stato.

Quanto all’importo dei rimborsi, per una rendita appena superiore tre volte al minimo e cioè di circa 1500 euro lordi mensili (fonte Uil), si calcola un credito a favore del pensionato di 2540 euro in totale, mentre la punta massima della rivalutazione dovrebbe toccare quota 5171 € secondo le tabelle della Cgia.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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