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Pensioni: potrebbero esserci novità nella manovra estiva

Anche le pensioni potrebbero essere oggetto dell'attenzione della manovra finanziaria che il governo si appresta a varare tra il 28 e il 29 giugno. Dopo la proposta di alzare l'età pensionabile delle donne che lavorano nel settore privato a 65 anni di età, su cui sindacati e ministro del Lavoro frenano, nuove indiscrezioni sono giunte ieri sulle novità che potrebbero essere presenti nell'emendamento.

La prima novità riguarderebbe l'anticipazione dell'entrata in vigore del meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita, fissato dal ministro Tremonti lo scorso anno al 2015. Il meccanismo verrebbe anticipato di due anni. Dal 2013 l'età pensionabile di anzianità e vecchiaia dovrà crescere di circa tre mesi ogni tre anni per portare l'età di vecchiaia fino a 70 anni nel 2050.

Se andasse in porto l'intervento di cui si parla, nel 2013 l'età di vecchiaia (per gli uomini) sarebbe di 66 anni e tre mesi e quella di anzianità di 63 anni e tre mesi (per uomini e donne). Già nel 2020 entrambe dovrebbero salire a 67 e 64 anni. Non solo: dovrebbe essere anche accelerato il dispositivo di aggiornamento dei coefficienti (da triennale a biennale).

La motivazione principale di queste valutazioni consiste nella caccia febbrile alle risorse necessarie per la manovra estiva. Iniziano, infatti, a circolare voci sugli effetti di queste misure: dal dispositivo di aggiornamento dei coefficienti proverrebbero almeno 1,5-2 miliardi. Altri 350 milioni arriverebbero dall'aumento al 33% dell'aliquota sui parasubordinati e 140-150 milioni l'anno dal blocco della rivalutazione automatica delle pensioni d'oro (quelle 8 volte superiori al minimo).

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