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Pensioni: UE, nessuna discriminazione per le coppie di fatto

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, riferendosi al caso di una coppia in Germania, ha stabilito che le unioni civili fra coppie dello stesso sesso che si trovino in una situazione di diritto e di fatto paragonabile a quella del matrimonio non debbano essere discriminate nel momento in cui si stabilisce l’importo della pensione. La decisione, istituisce un precedente valido per tutti gli stati membri dell'UE.

Le autorità previdenziali di Amburgo, infatti, si erano rifiutate di accettare la richiesta di un impiegato amministrativo di godere, dal momento del pensionamento, dei benefici concessi ai coniugati, sebbene l'uomo avesse dichiarato la relazione decennale con il suo compagno, assieme al quale viveva in coppia fissa e regolare. Il cittadino, allora, si è rivolto alla Corte Europea, la cui sentenza parla chiaro: una pensione supplementare pagata a una persona convivente di fatto, se è inferiore a quella a pari età, anzianità di contributi eccetera, concessa a chi vive in un matrimonio regolare, può costituire un caso di discriminazione basata sull'orientamento sessuale delle persone coinvolte.

Secondo la Corte Europea, infatti, non era giusto che il cittadino amburghese, pur avendo pagato i contributi per il fondo pensioni nella stessa misura dei suoi colleghi eterosessuali sposati, non potesse ricevere ratei più elevati solo perché amava un uomo e aveva deciso di viverci assieme. La decisione della Corte Europea rappresenta, perciò un precedente importante, che da oggi dovrà essere rispettato da tutti gli stati membri dell'Unione Europea.

Fonte: lisadelgreco.blogspot.com

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