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Pensioni: guida ai cambiamenti dal 2012

La manovra finanziaria ha introdotto modifiche anche al sistema pensionistico. Molte le novità. Dalla riscossione del primo assegno pensionistico all'adeguamento delle aspettative di vita, dal blocco delle rivalutazioni per pensioni medio-alte a modifiche alle pensioni di reversibilità. Ecco i principali mutamenti della riforma pensionistica.

Riscossione del primo assegno

Dal prossimo anno chi ha maturato una pensione di anzianità con 40 anni di contributi dovrà attendere un mese in più, rispetto a quelli già previsti dalla manovra dello scorso anno, per la riscossione del primo assegno pensionistico. L'aumento di un mese di attesa sarà progressivo fino al 2014. Quindi chi maturerà i requisiti pensionistici nel 2012 dovrà attendere 13 mesi per incassare l'assegno, chi li maturerà nel 2013 dovrà attenderne 14, chi li maturerà nel 2014 dovrà attenderne 15.


Adeguamento alle aspettative di vita

Dal 2013 i limiti di età per poter aver diritto ad un assegno pensionistico di anzianità lavorativa saranno innalzati almeno a 61 anni e tre mesi, e 65 anni e tre mesi per quella di anzianità. Dal 2016 ci sarà, inoltre, un nuovo adeguamento e così, man mano, ogni tre anni. Questo significa che nel 2050 per andare in pensione di anzianità ci vorranno 70 anni.


Le pensioni per le donne

Le donne del settore pubblico andranno in pensione a 65 anni, mentre le donne del settore privato a 60 e anche per loro dal 2013 scatterà l'adeguamento alle aspettative di vita ISTAT.


Blocco delle rivalutazioni

La riforma pensioni 2011 prevede anche il blocco delle rivalutazioni per pensioni medio-alte nel biennio 2012-2013, toccando anche le indennità fino a 2.380 euro. Gli assegni compresi tra e cinque volte il minimo (fra 1.402 e 2.337 euro) verranno rivalutati al 70%.


Pensioni di reversibilità

Cambiamenti previsti anche per le pensioni di reversibilità. Non ci sarà, infatti, alcun diritto a percepire un assegno di reversibilità nel caso che il matrimonio sia stato contratto oltre i 70 anni di età e soprattutto se la differenza di età tra i coniugi supera i 20 anni. In questo modo si tenta di scoraggiare i matrimoni d'interesse tra anziani e badanti.


Pensioni d'oro e contributo di solidarietà

Dal 1° agosto del 2011 al 31 agosto 2014 i trattamenti pensionistici superiori ai 90 mila euro lordi annui, le cosiddette pensioni d'oro, saranno assoggettate a un contributo di solidarietà pari al 5% della parte eccedente il suddetto importo fino a 150 mila euro e al 10% per la parte eccedente l'importo di 150 mila euro.

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