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Pensioni 2011: novità per l'uscita dal lavoro

Dal 2011 il sistema in uscita dal mondo del lavoro prevede dei cambiamenti validi sia per i trattamenti di anzianità che per quelli di vecchiaia, sia per i dipendenti privati e pubblici quanto per gli autonomi. Ecco tutti i dettagli dell'ultima manovra finanziaria.

I più colpiti sono i titolari di pensione di vecchiaia a causa delle finestre mobili: i lavoratori autonomi devono fare i conti con un allungamento più consistente, che può arrivare fino a 12 mesi di attesa in più, mentre per i dipendenti la maggior attesa si colloca a 9 mesi in più rispetto al precedente sistema delle finestre.

I requisiti previsti per il 2011 per i trattamenti pensionistici di vecchiaia e di anzianità sono il raggiungimento del 65esimo anno di età per gli uomini e 60 per le donne; minimo contributivo di 20 anni e cessazione dell'attività lavorativa dipendente anche all'estero. Per le pensioni di anzianità, invece, bisogna considerare che dal 2011, la quota, cioè la somma di età anagrafica e anzianità contributiva, crescerà di un anno.

Ciò significa che i requisiti saranno quota di 96, con età di almeno 60 anni per i lavoratori dipendenti e quota di 97, con età di 61 anni per i lavoratori autonomi; minimo contributivo di 40 anni indipendentemente dall'età anagrafica (si ritiene che anche in questo caso si applichino le nuove finestre); e cessazione dell'attività lavorativa dipendente anche all'estero.

(photo © Wikimedia Commons)

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