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Partita iva: regime dei minimi, come si accede e cosa è cambiato

La partita iva con il regime dei minimi è stata pensata per aiutare imprese e liberi professionisti all’inizio della carriera. Lo scopo è quello di abbassare la tassazione per i primi tre o cinque anni a seconda dei casi a patto che il reddito annuo si aggiri al di sotto di una cifra stabilita per legge. In genere si tratta di trentamila euro. Nel corso degli ultimi mesi, ed in particolare con l’avvento del governo di Matteo Renzi questi capisaldi hanno vacillato non poco perché ci sono stati notevoli cambiamenti.

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Criteri di accessibilità

Prima di addentrarci sui cambiamenti più recenti è meglio illustrare quelli che rimangono i punti base per accedere a questa particolare forma di partita iva. Innanzitutto i criteri di accessibilità sono piuttosto precisi. Sono ammessi al regime dei minimi le persone fisiche, le imprese o i professionisti che non facciano parte di società o associazioni professionali di alcun tipo.

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Non tutte le attività possono essere ammesse al regime dei minimi. Ad esempio agricoltura, editoria, telefonia, trasporto pubblico ed altre situazioni del genere non sono ammesse. L’elenco completo è facilmente reperibile online presso i siti web delle autorità preposte. Devono comunque essere attività che non prevedono dipendenti o collaboratori a progetto, non devono essere mirate all’esportazione e non devono erogare utili di partecipazione.

Cambiamenti nella tassazione

L’altro aspetto importante è la tassazione che per le partite iva col regime dei minimi è corrispondente al 5% annuo. Il governo di Matteo Renzi ha dapprima portato questo limite al 15% e poi col recente decreto mille proroghe lo ha riportato di fatto al 5% perché ha lasciato la scelta ai possessori di partita iva se restare col nuovo sistema, quello al 15%, oppure tornare al vecchio.

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Per avere accesso ad una partita col regime dei minimi è consigliabile rivolgersi ad un commercialista e farsi istruire la pratica. E’ possibile anche procedere da soli provvedendo a comunicarlo all’interno della comunicazione di inizio attività tramite il modello AA9 e barrando la voce apposita all’interno del quadro B.

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