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Parmalat: la Cassa depositi e prestiti in affondo su Lactalis

L' assemblea della Cassa depositi e prestiti (Cdp) ha approvato una modifica statutaria che consente al gruppo partecipato al 70% dal Tesoro e al 30% dalle Fondazioni bancarie l'acquisto di partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale, recependo l'articolo 7 del decreto Omnibus, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 31 marzo.

Con il nuovo raggio di azione la Cdp potrà investire in Parmalat, finita nelle mire della francese Lactalis. Col decreto anti-scalate, intanto, il governo ha permesso il rinvio dell'assemblea di Parmalat a fine giugno per permettere il formarsi di una cordata italiana.

Per annullare la deliberazione del Consiglio di Amministrazione di Parmalat, il Gruppo Lactalis ha fatto subito ricorso al Tribunale di Parma, ma è di ieri la notizia che tale istanza è stata respinta. Lactalis, si legge nella nota, in relazione alla decisione odierna del Tribunale di Parma, è fiduciosa sugli sviluppi della vicenda e continuerà a proporre il proprio piano di sviluppo industriale di lungo periodo, nella convinzione di agire nell'interesse di Parmalat, dei suoi dipendenti e dei suoi stakeholders.

Intanto la Commissione europea ha avanzato una richiesta formale di informazioni all'Italia sulle norme 'anti-scalata' recentemente approvate e sul caso Parmalat-Lactalis. Lo ha detto a Godollo, in Ungheria, la portavoce del Commissario Ue al mercato interno, Michel Barner. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha incontrato Barnier, per una valutazione sul caso Parmalat e sulle norme che il governo sta predisponendo per difendere le imprese strategiche del paese dalle scalate da parte di gruppi stranieri. Fonti vicine al ministro Tremonti fanno sapere che il colloquio e' stato molto cordiale.

(photo © Wikimedia Commons)

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