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Pagamento Imu sui terreni agricoli, cosa c'è da sapere

Per la serie "a volte ritornano", riecco l'Ici, stavolta sottoforma di Imu, l'imposta municipale unica. Cos'è l'Imu? Si tratta di un ibrido attorno al quale non per niente si sono scatenate già numerose polemiche. Una tassa a metà strada tra imposta comunale e nazionale. I comuni, infatti dovranno devolvere allo Stato la metà del gettito calcolato su aliquota di base. Non solo prime e secondo case ed immobili ad uso commerciale, il pagamento dell'Imu tocca anche i terreni agricoli, ecco alcune cose da sapere in merito.

Le novità

L'imposta municipale unica, introdotta all'interno del cosiddetto decreto Salva Italia, è stata recentemente oggetto di integrazioni e modifiche. Novità che hanno toccato principalmente il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli.

Il decreto semplificazioni, infatti, ha stabilito che quanti sono in possesso di un terreno agricolo (gestito da coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale) del valore inferiore ai 6mila euro sono esentati dall'imposta.

Sulla parte eccedente i 6mila euro, fino ad un valore di 15500 euro, sono altresì previste agevolazioni fiscali (decurtazione dell'imposta per il 70%).

Stesso meccanismo anche per terreni di valore superiore: sulla parte di valore eccedente i 15500 euro fino a 25500 euro lo "sconto" è del 50 %, così come la riduzione è del 25% per il valore eccedente i 25500 euro fino ad un massimo di 32mila Euro.

Le agevolazioni non riguardano i terreni agricoli non condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. Questi terreni, inoltre, dovranno fare i conti con l'aumento del moltiplicatore (coefficiente che insieme ad aliquota e rendita catastale determina l'importo) che sale da 130 a 135.

Capitolo a parte per i fabbricati rurali ad uso strumentale situati in zone classificate come montane o parzialmente montane, per i quali è prevista l'esenzione dell'imposta.

Quando pagare, le aliquote

Anche il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli è soggetto alla rateizzazione in due o tre tranche. La prima rata si paga entro il 18 giugno (aliquota ordinaria stabilita dal Governo centrale dello 0,76%, che potrà essere diminuita o aumentata dello 0,3% dai singoli Comuni: le scelte saranno comunicate entro il 30 settembre), la seconda entro il 16 dicembre. Il 16 settembre sarà una data da segnare in rosso per chi opta per il pagamento in tre tranche.

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