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Ok asta di titoli di stato portoghesi, ma l’incertezza resta

L’ultima asta del debito portoghese è andata bene. Lisbona ha raccolto 1,2 miliardi di euro di prestiti. Ha, infatti, piazzato in tarda mattina sul mercato bond per 599 milioni di euro con scadenza nel 2020 con un interesse medio del 6,716% contro il 6,806% dell'asta di novembre e ha anche collocato titoli per 650 milioni di euro con scadenza nel 2014, ma in questo caso ha dovuto offrire un rendimento più alto e pari al 5,396% contro il 4,041% offerto nell'asta del 27 ottobre.

L'asta sui titoli a dieci anni ha visto una domanda pari a 3,2 volte l'importo offerto rispetto a 2,1 dell'asta precedente, mentre il rapporto sui titoli quinquennali è stato di 2,6 volte, in calo rispetto a 2,8 dell'asta di ottobre, secondo quanto riferisce l'Agenzia del debito portoghese Igcp, citata da Bloomberg. Il Tesoro lusitano ha raccolto quanto previsto, con una domanda che ha nettamente superato l'offerta.

Da giorni si sapeva che tra i compratori c’erano oltre alla BCE anche Cina e Giappone, le quali avevano dato la loro disponibilità. Ma la questione portoghese non sembra essersi fermata qui. Indiscrezioni giunte dal Telegraph riportano una frase dell’amministratore della banca centrale Teodora Cardoso, che ritiene che sarebbe più facile poter contare su un appoggio esterno, anziché lasciare che sia il mercato a decidere da solo. E' una velata ammissione che l'FMI e l'Ue farebbero meglio a intervenire ora per salvare il Portogallo piuttosto che lasciare che Lisbona continui ad avere a che fare con i mercati. L’attenzione, intanto, si è già spostata sull’asta di un altro paese in difficoltà, la Spagna, che ha messo in calendario un'asta di titoli a 5 anni per un minimo di 2,5 miliardi.

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