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Occhio alle Bolle! Sì, ma a quelle speculative

Tutte le commodities (o quasi) sono in salita. Non basta vedere solo il prezzo dell'oro o dell'argento, ma anche del rame e del palladio, per capire di cosa stiamo parlando. Anche il prezzo del cibo cresce inevitabilmente. A partire dallo zucchero e dal caffè che nelle settimane tra il 19- 26/12/2010 hanno toccato dei nuovi massimi storici. Per non parlare di grano, mais e soia, che mostrano di viaggiare (almeno negli ultimi due casi) a poca distanza, (manca il 38,2%) dai massimi storici del 2008.

Eppure se si analizza il grafico del Batic Dry Index, un indice dell'andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie delle navi dry bulk cargo, si può notare che è sui minimi di Luglio dell'anno precedente, molto lontano dai massimi del 2008, anno della crisi finanziaria. Riferendosi al trasporto delle materie prime o derrate agricole (carbone, ferro, grano, ecc), il Baltic Dry Index costituisce anche un indicatore del livello della domanda e dell'offerta di tali merci. Per queste sue caratteristiche viene monitorato per individuare i segnali di tendenza della congiuntura economica. Quello che si può notare è, dunque, una divergenza tra i prezzi delle commodities e quello del Baltic Dry Index.

Da che si può capire che, di certo, siamo ancora lontani dall'aver sanato la crisi economica-finanziaria del 2008, ma non si riesce ancora a comprendere come mai i prezzi di alcune commodities e derrate alimentari salgano, nonostante la domanda (e dunque il Baltic Dry Index) no. Ed è recente la notizia, data dal Telegraph, che JP Morgan detiene la bellezza del 90% dei derivati sul rame. In sostanza occhio alle bolle.

(foto © freedigitalphotos.net)

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