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Il mutuo variabile con CAP : cos'è e qualche esempio

Il mondo dei mutui è in continua evoluzione. Si tenta sempre di fornire soluzioni innovative e vantaggiose per accaparrarsi fette di mercato e per tentare di ammortizzare i mancati introiti dovuti alla crisi planetaria.

Tra la foresta di offerte, contratti, tassi d'ammortamento, indici di riferimento e via dicendo c'è una tipologia di mutuo che sta riscuotendo un discreto successo per la combinazione vincente di flessibilità e sicurezza: il mutuo a tasso variabile con CAP.

Si tratta di un mutuo a tasso variabile (quindi, tipicamente, indicizzato con l'Euribor) che prevede però un tetto massimo oltre il quale il tasso di interesse non può sforare. Questo tetto è chiamato, appunto, CAP.

Ciò significa che stipulando un mutuo del genere si potrà godere dei vantaggi del ribasso dei tassi d'interesse proteggendosi, contemporaneamente, da eccessivi rialzi. Il vantaggio è chiaro.

Le modalità specifiche di erogazione e restituzione di un mutuo del genere variano, ovviamente, da istituto a istituto. Vediamo qualche esempio.

Domus Block di Intesa San Paolo

E' possibile richiedere fino all' 80 % del valore dell'immobile per un importo che parte da un minimo di 30 mila euro. E' possibile anche richiedere fino al 95% del valore dell'immobile, ma in questo caso le condizioni (tassi, piani d'ammortamento, ecc) cambiano. La periodicità delle rate è mensile. La durata va da un minimo di 10 a un massimo di 30 anno.

Mutuo Variabile con CAP di WeBank

Prevede le stesse caratteristiche generali di ogni mutuo a tasso variabile con CAP. Ha uno spread a partire dall' 1,65 %. Il tasso massimo è del 5,90 %. Inoltre, per importi richiesti fino al 70 % del valore dell'immobile, si usufruisce di sconti sui tassi d'interesse.

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