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Mutui, quando conviene il tasso variabile?

Mutui, quando conviene il tasso variabile rispetto a quello fisso? E' questa una delle domande che i contraenti di un mutuo si pongono prima della stipula di un contratto che impegna per molti anni. Vi sono vari fattori da tenere in considerazione, anche perchè è possibile inserire nel contratto delle specifiche clausole di tutela.

Tasso fisso e variabile a confronto

Nel mutuo a tasso fisso l'importo degli interessi da versare sono noti al contraente alla stipula del contratto e non vi sono variazioni ne' migliorative, ne' peggiorative, per tutta la durata del rapporto.

Il tasso variabile è invece collegato all'andamento dell'Euribor e muta perciò con una certa periodicità.

Nella contrazione dei mutui, quando conviene il tasso variabile rispetto a quello fisso?

Prima della crisi che è è stata avvertita in Europa a partire dal 2008 e che si sta ancora facendo sentire, la soluzione migliore per i contraenti di un mutuo era il tasso fisso, caratterizzato da tassi medio/bassi e da una stabilità degli stessi.

I tassi fissi attuali applicati dai principali istituti di credito oscillano invece tra il 5,5 e il 7 per cento. Contrarre il mutuo ad un tasso variabile risulta perciò, visto gli elevati tassi fissi, sicuramente più interessante. Con una buona probabilità infatti il tasso variabile sarà in grado di rimanere sotto la soglia del tasso fisso per la maggior parte della durata temporale del contratto.

E se la "burrasca economica" non finisse e si traducesse in un'impennata dei tassi di interesse? Vi è una soluzione che permette di coniugare i benefici di un tasso variabile, in una congiuntura di elevati tassi fissi, e la possibile impennata dell'andamento dell'Euribor. Il contraente può includere nel contratto di mutuo a tasso variabile un'assicurazione che paghi la spesa in eccedenza, nelle ipotesi in cui i tassi superino una data soglia.

Il mutuo variabile con il Tasso Cap tutela così, con un aumento del tasso da 0,5 all'1%, il contraente dal dover pagare interessi a un tasso superiore rispetto a uno prestabilito (quello Cap).

"Economie burrascose", ma mutui senza sorprese

L'economia futura non è facilmente prevedibile ed è difficile stabilire per i mutui quando conviene il tasso variabile. Il contraente di un mutuo può comunque sottoscriverlo senza la paura di vedersi la rata crescere per l'impennata dei tassi. Il Tasso variabile con il Tasso Cap è una valida soluzione ma, se si preferisce una rata predefinita, in un contesto di elevati tassi fissi, si può optare anche per un contratto a durata variabile. In tale tipologia la rata rimane fissa, mentre si allunga o si accorcia la durata del mutuo.

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