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Mercato Italia: a rischio la competitività del nostro paese

Dall'avvio della ripresa, nell'estate di due anni fa, l'economia italiana ha recuperato soltanto 2 dei 7 punti percentuali di prodotto persi nella crisi, questa in sintesi la riflessione di Mario Draghi, durante l’Assemblea di Bankitalia, forse l’ultima come governatore dell'Istituto in vista della presidenza della Bce.

Il quadro che ne deriva è tutt'altro che consolatorio. L'Italia ha un disavanzo pubblico vicino al 4% del Pil, il suo debito ammonta al 12% del prodotto interno lordo. Nel corso degli ultimi 10 anni il Pil è aumentato in Italia del 3%, mentre in Francia, paese europeo a noi simile per popolazione, del 12%. La produttività qui da noi in Italia è ferma, mentre è salita del 9 in Francia. Il deludente risultato italiano è uniforme su tutto il territorio da Nord a Sud.

Se poi si dà un occhio all'occupazione, si capisce bene che i giovani siano i più colpiti dalla crisi. Nel 2010, prosegue il rapporto annuale dell'Istat, la flessione degli occupati tra 18 e 29 anni ha conosciuto un calo che e’ stato cinque volte piu’ elevato rispetto al dato complessivo. Intanto i Neet, giovani che non lavorano e non vanno a scuola, superano quota 2 milioni. Lo scorso anno si e’ registrato una flessione di 182 mila unita’, mentre nel 2009 sono state 300 mila unità.

Il direttore della Banca d'Italia giustamente rivendica la necessità di riequilibrare la flessibilità, oggi quasi tutta concentrata nelle modalità d’ingresso. I contratti a tempo determinato hanno innalzato il tasso di disoccupazione, ma hanno anche creato una vasta sacca di precariato, soprattutto giovanile. Capitolo a parte è quello riguardante le donne che, nonostante possono essere anche più preparate degli uomini, trovano più difficilmente lavoro e guadagnano di meno. In Italia l’occupazione femminile è ferma al 46%, secondo il rapporto di Banca d'Italia.

Fonte:doxaliber.it

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