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La mediazione tributaria, che cos'è?

In passato, in caso di notifica da parte dell’Agenzia delle Entrate o di qualsiasi altra società di riscossione, il contribuente impugnava la richiesta di pagamento davanti alla commissione tributaria, oppure davanti al giudice di pace. Oggi non è più così, con l’articolo 39, comma 9 del decreto legge 98/2011, è stata introdotta nel nostro ordinamento una modifica al decreto legislativo sul contenzioso tributario. E’ stata designata la mediazione tributaria, ma che cos’è?

Cos'è e ambito di applicazione

Il primo aprile 2012 è entrata in vigore la mediazione tributaria, una nuova procedura che il contribuente deve adempiere prima di far arrivare le “liti” davanti al giudice. Il procedimento è stato attuato per raggiungere risparmi sia in termini di tempo, sia in risorse economiche per il contribuente e l’amministrazione, ma soprattutto è un iter che il contribuente deve compiere obbligatoriamente pena inammissibilità del ricorso stesso.

Dopo aver spiegato in maniera esaustiva la mediazione tributaria che cos'è e a che cosa serve, cercheremo di approfondire alcuni concetti e introdurre in modo tecnico l’ambito di applicazione.

La richiesta di mediazione va presentata ogni volta che si voglia impugnare uno degli atti elencati dall’articolo 19 del Dlgs 546/1992 come l’avviso di accertamento del tributo, l’avviso di mora, solo per citarne qualcuno. L’atto, emesso dall’Agenzia delle Entrate, non deve avere un valore superiore ai 20 mila euro e deve essere notificato dal 1 aprile 2012 in poi.

Per valore della lite s’intende l’importo dei tributi richiesti dall’Agenzia delle Entrate, senza considerare sanzioni e interessi. La somma delle sanzioni diventa decisiva se l’atto contiene solo sanzioni e si vogliano impugnare solo queste. Per l’istanza di rimborso, il limite di 20 mila euro va vanificato in rapporto all’entità del tributo cui sarà richiesta la restituzione.

Chi è escluso

La mediazione è prevista solo per gli atti emanati dall’Agenzia delle Entrate o riconducibili all’attività dell’ente. Sono esclusi dal procedimento, le liti che si riferiscono alle cartelle di pagamento (con qualche eccezione), all’iscrizione d’ipoteca, al fermo di beni mobili registrati, agli atti riguardanti le operazioni catastali e agli atti di recupero aiuti di stato illegittimi.

A chi si presenta

La domanda di mediazione tributaria, secondo quanto disposto dalla norma, va avanzata alle direzioni provinciali e regionali dell'Agenzia delle Entrate. Detto così non sussiste una garanzia d’imparzialità, poiché l'Agenzia delle Entrate è l'ente impositore e il giudice. In realtà la norma ha una clausola di “tutela” a favore del contribuente e prevede che a esaminare l’istanza non siano le stesse persone fisiche che hanno adottato l'atto che s'intende impugnare, ma persone fisiche differenti operanti nell’amministrazione giudiziaria. Un nuovo vantaggio di questa procedura è che non è soggetta al pagamento dell'imposta di bollo e del contributo unificato.

Come funziona

Una volta che il contribuente presenta l’istanza di mediazione alla direzione regionale o provinciale dell’Agenzia delle Entrate, deve attendere 90 giorni prima di ricevere la risposta.

L’ufficio in questo periodo è obbligato a esaminare l’atto, e la sua decisione può essere di diniego, di accoglimento o di formulazione di una proposta di mediazione con rideterminazione della pretesa.

Se entro 90 giorni non si raggiunge un’intesa, il contribuente ha 30 giorni a disposizione per depositare il ricorso presso la CommissioneTributaria Provinciale.

Se la mediazione si chiude, positivamente, è sottoscritto un accordo che implica la riduzione del 40% delle sanzioni.

Modalità di pagamento

Le somme previste per l’accordo di mediazione possono essere versate in un’unica soluzione con il modello F24 , oppure in otto rate trimestrali. Entro 20 giorni dall’accordo va versata o l’intera somma, oppure la prima rata.

In conclusione

Abbiamo cercato di riassumere in modo sintetico i concetti principali della mediazione tribunaria. In particolare ci siamo soffermati su la mediazione tributaria, che cos'è, ambito di applicazione, chi ne beneficia, chi ne è escluso. E' una norma importante perché non solo "svuota" le aule di giustizia, ma riduce i tempi e le risorse economiche di contribuenti e amministrazioni.

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