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Materie prime ancora in rosso, vendite forti su grains e soft

Nuova settimana in rosso per le materie prime. Molto forti le vendite su grains e soft, dove le maggiorni perdite sono state registrate maggiormente da dal grano (-5,99% settimanalmente) e rispettivamente dal Caffè che ha perso il 7,32%. Nonostante le perdite, tengono gli energetici, ma soprattutto i metalli, dove a perdere di più c'è il Nickel con l',140%.

Reduci delle forti vendite dell'altra settimana, anche le piazze azionarie sono state abbastanza nervose e sulla difensiva, guardando a ipotesi come quella della ristrutturazione del debito greco e di un rallentamento della crescita cinese.

Molti fondi hedge stanno ancora chiudendo posizioni sulle materie prime: avevano investito molto e il mercato rimarrà nervoso finché si continuerà a temere una frenata della crescita cinese, dice lo strategist Macquarie Equities Neale Goldston-Moris. I prezzi delle commodities, continua l'analista, restano comunque su livelli tanto elevati da rendere ancora interessanti le società del comparto, su cui le valutazioni restano lontane dai valori reali.

Il rallentamento a cui abbiamo assistito in un'ampia gamma di indicatori economici mostra che gli investitori dubitano possa proseguire la corsa dei prezzi delle materie prime, osserva lo strategist di Charles Stanley, Jeremy Batstone-Carr.

Finora i principali Indici del settore conoscono perdite che vanno dal -7,02% dell'S&P GSCI Index al -5,64% del DJ-UBS Commodity Index. Di certo l'instabilità politica attuale e questa incerta fase di mercato potrebbe favorire nuovamente le contrattazioni positive sull'oro. Credit Agricole CIB ha recentemente affermato che vorrebbe effettuare acquisti d'oro sotto $1,500 all'oncia, in quanto il fuoco dell'attenzione è rivolta verso la valuta americana, l'inflazione e la crisi del debito in area Europea.

Fonte:barfranco-enoshop.it

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